Pesca Nord Adriatico: segnali di ripresa, ma non per tutti

AdriaticoAnche per questo anno Veneto Agricoltura, attraverso il proprio Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura, ha realizzato un’analisi strutturale della filiera ittica delle tre Regioni del Nord Adriatico. Nel Report “Distretto di Pesca Nord Adriatico 2016” sono state trattate tutte le componenti socioeconomiche del comparto ittico dell’area settentrionale dell’Adriatico, comprese quelle slovene e croate.

Il lavoro dei tecnici dell’Azienda regionale segnala anzitutto che la “flotta nord adriatica” continua a perdere unità: nel 2015 il numero complessivo è stato di 1.645 pescherecci, con un calo del -2,5% sul 2014, che sale però al -38,7% per il periodo 2001-2015.
Considerando i transiti complessivi dei 14 mercati ittici dell’Alto Adriatico, si rileva una situazione altalenante: in salita nell’ultimo decennio quelli del Veneto (+2,6% per i quantitativi, +2,2 % in valore) e dell’Emilia Romagna (+7,3% per i quantitativi, +9,9 % in valore); mentre si osserva una decrescita (-46,7% in peso e del -28,5% per il fatturato) in Friuli Venezia Giulia nello stesso periodo. Tutti negativi invece i saldi della bilancia ittica delle tre Regioni italiane del Nord Adriatico, con il Veneto che importa prodotti alieutici, cioè frutto della pesca, tal quali per quasi 292 milioni di Euro, che determinano un -237 milioni di Euro di saldo del commercio estero regionale.

Sembra in ripresa la raccolta dei molluschi bivalve di mare in Veneto, con un buon +6,9% di rialzo nell’ultimo anno, grazie alle complessive 4.171 tonnellate pescate dai due Co.Ge.Vo. veneti (Consorzio per la Gestione e la Tutela della Pesca dei Molluschi Bivalvi di Chioggia e Venezia). Se l’allevamento di vongole filippine in Emilia Romagna fa segnare 19.648 tonnellate raccolte nel 2014 (+3,4%), nel Veneto la produzione di quelle veraci in Laguna di Venezia e nel Delta del Po assieme arriva, nello stesso anno, a 15.980 tonnellate, +15,9%.
Fiorente nell’area nord adriatica anche la mitilicoltura, in maggior parte operata con gli allevamenti long line in alto mare, con una residua parte della produzione derivante dagli impianti su pali delle zone lagunari. La produzione regionale veneta di peoci  (cozze) nel 2014 si è attestata sulle 17.590 tonnellate (+26,8%), mentre in Emilia-Romagna (22.222 t) è cresciuta solo del +8,6% rispetto al 2013.

Le imprese complessive della filiera ittica di Veneto (+0,7%) e Friuli Venezia Giulia (+0,4%) sono in leggera crescita nel 2015, mentre quelle romagnole perdono lo -0,3% rispetto al 2014.

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