Pesca: a Roma la protesta contro le norme Ue


Circa 200 pescatori provenienti da 43 marinerie di tutta Italia hanno raggiunto il Ministero delle Politiche agricole per protestare contro le nuove norme comunitarie contenute nel regolamento Mediterraneo e nel regolamento controlli. La manifestazione e’ stata organizzata dall’associazione ”Marinerie d’Italia” e ha chiamato all’appello gli operatori della pesca a strascico, i piu’ colpiti dalle nuove norme, che in Italia sono circa 3.600 imbarcazioni.
”Chiediamo che il ministro Galan prenda misure a sostegno della pesca italiana in crisi dal 2007 – ha detto all’ANSA il presidente di Marinerie d’Italia, Francesco Calderoni – nonostante i provvedimenti dell’Unione Europea siano stati ormai fissati”.

”Torneremo a Roma il 6 maggio per presidiare l’incontro del ministero delle Politiche agricole con le regioni per sbloccare i fondi nazionali del Fep di loro competenza”. Lo ha detto il presidente dell’associazione ‘Marinerie d’Italia’ che, con una delegazione di 25 persone, e’ stato ricevuto dal Capo di gabinetto del dicastero, Giuseppe Ambrosio e dal direttore generale della Direzione Pesca, Francesco Saverio Abate. L’incontro a via XX Settembre e’ durato quasi tre ore, presidiato da circa 500 pescatori con fischietti e striscioni, a cui hanno partecipato il deputato Francesco Aracri e l’europarlamentare Elisabetta Gardini del Pdl. ”Siamo comunque insoddisfatti dell’incontro – ha continuato Calderoni – ma abbiamo deciso di dare il tempo necessario all’amministrazione, 15 giorni, per sbloccare la situazione; nel frattempo faremo in tutte le marinerie delle assemblee per vedere come organizzarci in caso di mancate risposte”. Se per le dimensioni delle maglie da pesca piu’ larghe rispetto ad oggi, come stabilito da Bruxelles, le speranze di cambiare le cose sono quasi nulle, potrebbero essercene invece per le licenze a punti la cui entrata in vigore e’ prevista per il 2012. ”I pescatori e gli armatori sono persone civili non abituati a fare battaglie ma a lavorare sodo giorno e notte – ha concluso il presidente – ma vogliamo difendere a tutti i costi il nostro lavoro; faremo assemblee in tutta Italia, nonostante le associazioni di categoria ostacolino sempre il nostro movimento di base, cercando di far partecipare meno persone possibili alle nostre manifestazioni”.(ANSA).

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