Pesca: Parlamento Ue blocca bando piccole spadare

reti derivanti

La commissione Pesca del Parlamento europeo ha bloccato la proposta dell’esecutivo Ue di vietare l’uso di tutte le reti da posta derivanti (le cosiddette spadare), anche quelle più piccole, non superiori a 2,5 km, già regolamentate in Italia e utilizzate per la pesca artigianale. In Italia le piccole ‘spadare’ sono utilizzate da circa 800 imbarcazioni per la pesca con ferrettare, essenzialmente in Sicilia e Calabria. Così, con un colpo di mano (sostenuto dai deputati del Ppe e del gruppo Ecr guidato dai conservatori britannici) nella commissione pesca è oggi prevalso un emendamento per ritirare il testo dell’Esecutivo Ue, accompagnandolo da una richiesta di parere alla commissione affari costituzionale del Parlamento sulla legittimità di quell’atto. I deputati non hanno quindi votato, come inizialmente previsto, la relazione dell’eurodeputata italiana Renata Briano (gruppo socialisti e democratici) favorevole invece a mantenere in vigore le spadare fino a 2,5 km a condizione di penalizzare il loro utilizzo illegale. ”La mia relazione – ha spiegato all’ANSA Briano – tiene in considerazione le conclusioni di uno studio scientifico da noi richiesto da cui è emerso che, la rete derivante se usata correttamente non crea danni”. La relazione quindi prevede di non vietare l’uso delle spadare fino a 2,5 km, a condizione di dare un giro di vite ai controlli a terra e in mare, e di introdurre il principio di regionalizzazione (del resto previsto dalla nuova riforma ndr) in base al quale ogni area fissa le regole adattate alle proprie esigenze. Bisognerà ora attendere il parere della commissione affari costituzionali richiesto dalla commissione pesca, e nell’attesa resta in vigore la normativa attuale.

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