Pesca: per i “dilettanti” parte l’obbligo di autocertificazione, rischio multe in mare


Maxi-multe in vista per i pescatori che vanno in mare per diletto. Dal primo maggio sono scattate infatti le sanzioni penali e amministrative che possono arrivare fino a 2.000 euro, nel caso in cui il pescatore ‘dilettante’ sub compreso, che non fa appunto della pesca una professione, non abbia rispettato l’obbligo dell’autocertificazione. Le sanzioni sono state stabilite dal decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta ufficiale il 31 gennaio scorso voluto da Giancarlo Galan, ex ministro delle Politiche agricole non a caso grande appassionato di pesca sportiva.
Si tratta del primo censimento mai fatto per questa categoria, che in tre mesi ha registrato quasi 410mila pescatori, di cui 20% sub, 43% da terra e 37% da imbarcazione da diporto, cifra che a fine estate, secondo le previsioni delle Capitanerie di porto, potrà raddoppiare.
La registrazione si fa sul sito del ministero delle Politiche agricole, ma anche in Capitaneria di Porto e prevede di indicare generalità, attrezzature utilizzate (vince la canna, seguita da lenza e fucile) e Regioni in cui si va a pesca (Sardegna e Sicilia in primis) ed è obbligatoria per italiani e stranieri con più di 16 anni. “Tutti coloro che da domani vorranno pescare per diletto – spiega Nicastro – dovranno avere con sé l’attestato insieme al documento di riconoscimento che certifichi l’iscrizione valida per tre anni; questo, per poterlo mostrare qualora la guardia costiera li incontri in mare o a terra”. Se si verrà pizzicati senza attestato, si avranno comunque 10 giorni di tempo per registrarsi, cosa che si potrà fare anche seduta stante dal proprio cellulare se consente la navigazione on line. In questo caso la Guardia costiera, spiegano dall’ufficio del Comando generale che si occupa del censimento, emetterà un ordine scritto al pescatore non in regola, verificando via telematica l’avvenuta iscrizione entro i termini stabiliti. In caso il pescatore non lo faccia scatterà la sanzione penale presso la procura competente. A questo punto, se continua a non iscriversi, entreranno in gioco anche gli altri organi di controllo, guardia di finanza e carabinieri, che potranno elevare la sanzione amministrativa fino a 2mila euro. Si tratta, conclude l’Ufficio, della stessa procedura che avviene per la patente di guida per l’auto ed è praticamente impossibile non mettersi in regola.

2 Commenti in “Pesca: per i “dilettanti” parte l’obbligo di autocertificazione, rischio multe in mare”

  • pescatore scritto il 4 maggio 2011 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 21:49

    Questa è una buona iniziativa atta a regolamentare anche la pesca in mare, era ora.

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