Pesca: regioni deluse dal documento sull’unità di crisi

Per contrastare l’impatto negativo del regolamento Mediterraneo della Pesca che limita le possibilita’ di cattura per alcune specie ittiche, il ministero delle politiche Agricole ha costituito l’Unita’ di crisi che ha il compito di redigere le linee di intervento a sostegno del settore. Il documento di base che verra’ presentato oggi, e’ stato sottoposto all’esame della Conferenza delle Regioni, ma le proposte hanno ricevuto un giudizio negativo dalla Sicilia, una delle regioni piu’ colpite dal regolamento entrato in vigore il 1 giugno. Per Titti Bufardeci, assessore alla pesca della Regione siciliana, ”e’ una delusione che il documento prevede ammortizzatori sociali a favore dei marittimi, dimenticando ogni intervento per le imprese, per gli armatori che in una regione come la nostra spesso sono riuniti in cooperativa e rappresentano un sistema di microimprenditorialita’ che va tutelato”
Giudizio negativo anche dall’ assessore abruzzese alla pesca, Mauro Febbo ”La bozza di decreto del Ministero – ha commentato a margine dell’incontro – e’ assolutamente inadeguata a risolvere i problemi manifestati dalle marinerie italiane”. ”La bozza, peraltro – prosegue Febbo – disattende in maniera significativa la linea prospettata dal Ministro Galan agli assessori regionali nel corso della riunione del 9 giugno scorso. Come ormai consuetudine, si tenta di scaricare sulle Regioni il peso dei ritardi che il Sistema Italia ha accumulato nell’ultimo quadriennio, giungendo impreparato a questo nuovo scenario”. ”L’ipotesi di un fermo biologico di solo un mese – spiegano gli assessori regionali alla pesca – a beneficio del solo personale marittimo, senza alcuna provvidenza per armatori e sistema cooperativistico, e’ inaccettabile. Come pure e’ inaccettabile l’ipotesi di un fermo aggiuntivo di un ulteriore mese, peraltro ad esclusivo carico delle singole Regioni”.

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