Pesca: riforma Ue entro giugno. Delicata la ripartizione dei fondi

pescherecciTutti concordi, oggi a Bruxelles, al primo consiglio dei ministri della pesca sotto presidenza irlandese dell’Ue, per “finalizzare entro giugno” il testo del Consiglio sulla riforma della politica della pesca e del fondo di finanziamento del settore in Europa. “Siamo convinti che sulla politica comune della pesca si possa effettivamente arrivare ad un accordo politico entro il prossimo giugno – ha commentato Catania – e lavoreremo insieme alla presidenza irlandese per raggiungere questo risultato”. Tuttavia, tra i punti sensibili che restano aperti – ha ricordato i ministro – “c’é la delicata questione della ripartizione fra i Paesi membri delle risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca: occorre una chiave di ripartizione delle risorse finanziarie che tenga conto dell’entità del numero dei pescatori ed anche della diffusione della piccola pesca costiera”. Per il ministro infatti, “in questa fase storica bisogna avere attenzione verso quelle realtà, come la piccola pesca costiera, che mostrano una situazione di sofferenza sociale. giusta una politica rigorosa di contenimento dello sforzo di pesca, bisogna però dare sostegno alle imprese di pesca”.
Sul fronte del negoziato “siamo in una posizione ottimale – ha spiegato Catania – possiamo stare tranquillamente alla finestra, seguire questa fase finale di aggiustamento delle posizioni del Consiglio”. Il mio problema principale “é quindi quello di fare massima attenzione a che non ci siano sbandamenti rispetto alla posizione delineata dal Consiglio nei mesi scorsi con l’approccio generale di giugno e di settembre”. Su temi specifici come il divieto di rigetti in mare, ad esempio, “abbiamo già raggiunto un accordo tra gli Stati membri. Ora, se vogliamo andare incontro alla posizione del Parlamento europeo, possiamo prendere in considerazione l’eventualità di alzare la soglia di tolleranza, ma credo che, in generale, la posizione di giugno debba essere confermata”. Tra le questioni nuove sul tavolo, Catania ha ricordato “la ‘querelle’ tra Consiglio e Parlamento Ue sulla competenza in materia dei piani pluriennali per il settore: vigileremo – ha affermato – affinché ci sia una soluzione di buon senso, l’importante è che le cose funzionino. A me non piacciano le battaglie per rivendicare competenze, l’importante – ha concluso – è che i meccanismi che poi vengano messi in pista per governare il comparto siano efficaci, funzionino bene, in modo celere”. (ANSA)

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