Pesca: sciopero nonostante la deroga annunciata

Questa mattina tutti i pescherecci a strascico e circuizione di tutta la Campania si fermano in segno di protesta contro le misure del nuovo regolamento Mediterraneo deciso dalla Commissione Europea e nonostante la deroga annunciata dal Ministero, uno sciopero è stato proclamato anche da un gruppo di pescatori liguri che ha chiesto un incontro in Regione. Si tratta di un’iniziativa di protesta spontanea non concordata con le organizzazioni professionali del settore. ”E’ proprio cosi – dice Alessandro Capelli di Sestri Levante che guida la protesta nel Tigullio – le nostre associazioni di categoria hanno perso quattro anni ed ora ci troviamo con la corda attorno al collo. La deroga della distanza che consentira’ di tirare le reti ad oltre un chilometro dalla costa non e’ ancora stata tramutata in decreto e per questo il rischio e’ quello di incorrere in pesantissime sanzioni in quanto il tratto di mare a 1852 metri verso costa e’ per la Comunita’ Europea acque proibite. I pescatori sono stufi dei discorsi fatti da chi ci rappresenta, vogliamo vedere il piano di pesca che la Regione Liguria avrebbe dovuto darsi dal 2006 di concerto con i pescatori professionisti”. Con le nuove norme sulla grandezza delle maglie delle reti ”gli scampi – spiega un altro pescatore, Luigino Sartor – saranno mutilati in quanto le chele restano nelle maglie larghe del sacco e si spezzano ed i gamberi dopo sei ore di cala rischiano di essere frullati nel sacco. Poi non ci sara’ piu’ la frittura di paranza, perche’ non e’ pensabile friggere un nasello di quattro etti o una triglia gigante o gamberi di taglia inferiore e quindi a buon mercato”. ”Non ci saranno piu’ i prelibati ‘fragolini’ ovvero i novellini di moscardino – prosegue Sartor – che ogni anno in questa stagione facevano le fortune dei pescatori (prezzi lo scorso anno di 45 euro al kg) ed anche dei ristoratori”. La maggior parte del pescato della Liguria viene dalla pesca a strascico per varieta’ di specie ittiche mentre per quantita’ la voce grossa la fanno le lampare dedite alla pesca del pesce azzurro e principalmente delle acciughe e sarde. ”Siamo davvero arrabbiati- spiegano i pescatori di Santa Margherita Ligure – perche’ le nostre associazioni di categoria hanno pensato prima di tutto alle lobby dei bianchetti e rossetti piuttosto che allo strascico dove lavorano centinaia di persone tutti i giorni ed alle lampare che rappresentano il 70% del fatturato ittico ligure.La rabbia esplodera’ domani in Regione”. Gia’ da un mese, dopo il convegno di Sestri Levante, si e’ intuito che la frattura tra le associazioni di categoria ed i loro associati e’ forte. ”Certo hanno pensato alla pesca del bianchetto, del cicciarello e del rossetto, che si fa due mesi all’anno ed e’ importante da salvare – proseguono i pescatori del Tigullio – ma senza dimenticare che nessuna deroga e’ stata data a noi dello strascico e per la pesca delle acciughe se domani sera la Capitaneria di Porto controllasse l’altezza delle reti finiremmo subito in Tribunale. I cittadini devono sapere che domani non usciremo in mare”. (ANSA).

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