Pesca: si è aperto in Spagna il Consiglio dei Ministri Europei

Si e’ aperto oggi in Spagna, un importante consiglio informale dei ministri della pesca dell’Ue a cui e’ presente il ministro alla pesca e alle politiche agricole, Giancarlo Galan. Per il responsabile italiano si tratta della prima sessione ministeriale alla quale partecipa a livello europeo, dai cui lavori dovrebbero emergere gli orientamenti strategici che saranno alla base della futura riforma del settore in Europa. Ai partner europei il commissario Ue alla pesca, Maria Damanaki, presentera’ i risultati della consultazione pubblica realizzata lo scorso anno sulla futura riforma della politica comune della pesca. Per i ministri sara’ l’occasione di confrontarsi sulle carenze strutturali della politica in vigore, ma anche sul modo di valorizzare al massimo il settore il settore ittico e sul modo di migliorarne la gestione. Tra gli interrogativi che verranno posti nel corso delle due giornate di lavori c’e’ l’eventuale creazione in Europa di un regime specifico per proteggere le frotte costiere artigianali. Sull’importanza delle flotte costiere artigianali esiste un consenso generale nell’Ue, ma i 27 appaiono divisi sull’introduzione o meno di un approccio specifico per il comparto artigianale. Tra i temi che non appaiono in agenda, ma che potrebbero essere sollevati in margine ai lavori ministeriali, ci sono le difficolta’ che stanno incontrando pescatori e operatori per applicare – il prossimo primo giugno – il regolamento Ue sullo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mediterraneo. “Condivido le idee di fondo che sono alla base del libro verde presentato dal Commissario Maria Damanaki, credo sia necessario creare una sussidiarietà che ci consenta di prendere alcune decisioni riguardanti questo comparto il più vicino possibile alla gente e agli operatori. D’altro canto penso che alcuni orientamenti strategici sia indispensabile vengano presi a livello centrale. Il punto è che bisogna tutelare e programmare la pesca da qui ai prossimi 10 anni. Per quanto mi riguarda, bisogna ragionevolmente coniugare le esigenze poste dalla tutela delle risorse marine con le legittime aspettative del mondo della pesca.”
Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, è intervenuto al Consiglio informale europeo dei Ministri della Pesca.
“La Commissione e il Commissario Maria Damanaki avranno in noi un alleato sul lungo periodo per la riprogrammazione della Politica Comune della Pesca. Siamo disposti a lavorare con qualunque interlocutore abbia come obiettivo quello di consentirci di raggiungere risultati positivi per il nostro mare e per la nostra pesca. Risultati non da sbandierare alle prossime elezioni o al prossimo comizio, ma tali da poter essere presentati ai pescatori italiani ed europei da qui al 2020 come effettive conquiste.”
”Nonostante le buone intenzioni dichiarate e il riconoscimento a parole della specificita’ della pesca nei diversi bacini, l’Unione europea continua a cercare di individuare regole uguali per tutti, con inevitabili resistenze” – afferma infine – Giampaolo Buonfiglio, presidente di Agci Agrital e del Cogeca Pesca. Buonfiglio si riferisce in particolare ai diritti individuali trasferibili, che la Commissione propone come un toccasana per la responsabilizzazione delle imprese e una migliore gestione della pesca europea. Altro punto controverso, secondo il presidente, e’ il regime differenziato per la piccola pesca su cui occorrera’ intraprendere nuove iniziative nelle sedi nazionali e nel Parlamento Europeo, per affermare con chiarezza cosa e’ condiviso e cosa no, ed evitare che forzature della Commissione vengano portate avanti senza un adeguato livello di consenso.

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