Pesca: si negozia sulle deroghe. Galan “non illudete i pescatori”

Il nuovo regolamento europeo sulla pesca sostenibile nel Mediterraneo e’ al momento lettera morta: ”Nessun paese del Sud dell’Europa, Italia compresa, e’ in ordine con le regole d’applicazione che interessano i loro operatori che pescano nelle acque del Mediterraneo”, dice Oliver Drewes, portavoce della commissaria alla pesca Maria Damanaki. A Bruxelles insomma, si continua a negoziare sulle deroghe richieste dagli Stati membri del Sud dell’Europa mentre la commissaria europea lancia un nuovo appello: ”La pesca sostenibile non puo’ essere rinviata. Vegliero’ – dice – sulla rigorosa attuazione del regolamento per il Mediterraneo. Il periodo di transizione e’ finito, chiedo pertanto agli Stati membri di agire”. Gli altri paesi interessati dalla nuova normativa, oltre all’Italia, sono Francia, Spagna, Grecia, Slovenia, Malta e Cipro. Nel caso dell’Italia, spiega ancora il portavoce, ”le autorita’ hanno presentato 18 piani regionali, ma questi piani non erano completi, c’erano dettagli tecnici da chiarire”. Insomma, dal primo giugno scorso il regolamento sulle nuove modalita’ di pesca nel Mediterraneo e’ d’applicazione, salvo per le parti in cui si sta ancora discutendo. L’auspicio di Bruxelles e’ ”che tutto venga regolato al piu’ presto”. Intanto a Roma il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan ha incontrato gli assessori regionali e riportando quanto ha detto il Commissario europeo alla pesca Maria Damanaki ha detto
”Non illudete i pescatori” e poi ha aggiunto ”Prima di esprimermi sull’applicazione del regolamento comunitario aspetto di incontrare domani le organizzazioni di categoria”.
Il Comitato consultivo della Pesca per il Mediterraneo chiede comunque alla Commissione europea una verifica urgente del Regolamento del Mediterraneo. Ad annunciarlo sono Agci Agrital, Federcoopesca-Confcooperative e Lega Pesca, al termine della riunione dell’organismo istituito e finanziato dall’Unione Europea nell’ambito della Politica comune della pesca, che si e’ tenuta a Marbella, in Spagna. Gli elementi che il Rac mediterraneo chiede vengano riesaminati dall’Ue sono: grandezza del filamento della rete, maglia minima del sacco, distanza minima dalla costa, taglie minime, specifiche tecniche e caratteristiche degli attrezzi. Dal Rac viene sollecitata, infine, una valutazione degli aspetti socioeconomici legati all’attuazione delle nuove norme, per consentire la tutela delle risorse e la sostenibilità della filiera.

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