Pesca: Ue al lavoro per rilanciare il settore dell’acquacoltura


“Rilanciare il settore dell’acquacoltura, come alternativa alla pesca”: è questa una delle priorità per il futuro dell’Ue secondo il commissario Ue alla Pesca, Maria Damanaki. “L’acquacoltura è un settore in forte crescita nel mondo, che arriva al 10%-12% in paesi come la Cina o il Vietnam, che poi esportano nell’Ue” ha spiegato Damanaki ad un briefing organizzato dal think tank dell’European policy centre a Bruxelles. Per il commissario è possibile rendere questo tipo di attività sostenibile dal punto di vista ambientale. “Possiamo stimolare il settore – ha spiegato Damanaki – ed evitare i danni ambientali, ad esempio attraverso una pianificazione speciale ed evitando la concentrazione degli impianti”. Con la riforma della politica della pesca in Europa, che punta a ripopolare gli stock ittici entro il 2015, le catture concesse saranno inferiori e quindi occorrerà ripiegare su nuove attività, anche perché l’Ue importa già adesso il 79% del pesce. “Il principale problema nel settore dell’acquacoltura – ha spiegato Damanaki – è che ci sono troppe regole: stiamo lavorando per mettere a punto un unico regolamento e una linea di finanziamento”. Ad essere interessati non saranno solo impianti marini, ma anche quelli di fiumi e laghi. “Non si parla – ha precisato il commissario Ue – solo di acquacoltura in mare, ma anche di acqua dolce”.

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