Pesca: verso accordo politico su riforma europea


Passi in avanti sulla futura riforma della pesca nell’Ue da parte dei 27 Stati membri – per l’Italia il ministro Mario Catania – che si preparano a raggiungere il prossimo mese un accordo politico sul nuovo Fondo per gli affari marittimi e la pesca in Europa. “Ad ottobre puntiamo ad un accordo politico sul Fondo europeo 2014-2020 – ha detto Catania – per poi lanciare le discussioni del Trilogo”, Consiglio-Parlamento-Commissione Ue. Il Consiglio si riunirà a Lussemburgo il prossimo 22 e 23 ottobre. Nel negoziato di ottobre -ha spiegato Catania – ci sono due elementi fondamentali. Il primo riguarda il “fermo temporaneo della pesca”, già previsto nel pacchetto di misure sulla riforma della politica comune del settore, su cui i ministri si sono accordati nel giugno scorso a Lussemburgo. Al riguardo chiedo – ha detto il ministro – “che anche nel regolamento relativo al Fondo sia mantenuto il finanziamento di questa misura”. Il secondo elemento importante “é il mantenimento per alcuni anni ancora degli aiuti alla demolizione delle imbarcazioni”. Alcuni dicono che si tratta di “una misura legata al passato e questo in parte è vero. Ma credo che – tiene a precisare Catania – in alcune situazioni può ancora svolgere un ruolo particolare. Stiamo varando un regolamento che durerà sette anni, sarebbe saggio prevedere che questa misura rimanga come una delle possibilità che possono essere utilizzate dagli Stati membri”. Al di là di questi aspetti specifici, il ministro “ha confermato la valutazione positiva sulla proposta della Commissione europea, sia per quanto riguarda il bilancio previsto che – dice – mi sembra soddisfacente, sia per quanto riguarda in generale il ventaglio delle misure contenute”. Non ultimo, Catania ritiene che sia “importante assicurare agli Stati membri la più grande flessibilità nella scelta delle misure, anche nel corso del tempo”. Intendo dire – spiega – che dobbiamo essere flessibili relativamente alle modifiche di programma che lo Stato vorrà richiedere nell’arco dei 7 anni di durata del Fondo”. In particolare, per quanto riguarda “la richiesta fatta sulle percentuali per la raccolta dei dati e il controllo – rispettivamente del 6 e dell’8% dell’intera dotazione del Fondo – posso dire, aggiunge, che sono pienamente d’accordo e quindi le accetto”. Quanto alle scadenze, Catania rassicura che per la riforma della pesca, ma anche per l’agricoltura “il Consiglio Ue è nei tempi previsti”. Un accordo è atteso nel primo semestre del 2013 per entrare in vigore – dopo il varo dei regolamenti applicativi – il primo gennaio 2014.

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