Pesca: Zanoni (Idv), vietare taglio pinne squali


Niente più deroghe alla “barbara pratica dell’asportazione delle pinne degli squali a bordo dei pescherecci, per poi rigettare i loro corpi in mare”, come avviene con il cosiddetto ‘finning’. E’ il messaggio lanciato a Bruxelles, in commissione ambiente del Parlamento europeo, da Andrea Zanoni (Idv), con il proprio progetto di parere che accoglie pienamente la proposta della Commissione europea – all’esame dei eurodeputati – di mettere al bando il ‘finning’, “prevedendo invece l’obbligo di sbarcare gli squali con le pinne naturalmente attaccate al corpo”. Per l’eurodeputato è inoltre importante rafforzare i controlli e applicare le nuove regole anche ai pescherecci non europei che operano nelle acque comunitarie. “Gli squali – afferma Zanoni – sono fondamentali per gli ecosistemi marini e il finning rappresenta un inutile spreco di risorse. Inoltre, il metodo che prevede di lasciare le pinne attaccate al corpo dell’animale consente di migliorare la raccolta dati sulle singole specie, per la gestione delle attività di pesca e la valutazione delle popolazioni di squali”. Secondo Serena Maso, di Shark Alliance, l’organizzazione per la conservazione degli squali “accogliere con favore e dà pieno sostegno al rapporto di Zanoni. Ora è fondamentale – aggiunge – che anche tutti gli altri eurodeputati sostengano questa decisa posizione contro l’inutile spreco di risorse causato dal finning”. Migliaia di cittadini hanno già chiesto all’Ue una maggiore protezione degli squali.

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