Pesca:nessun rinvio per le nuove regole

Nella battaglia europea contro i divieti posti dall’applicazione, il primo giugno scorso, delle nuove regole sulla pesca sostenibile nel Mediterraneo, interviene Oliver Drewes, portavoce della commissaria Ue alla Pesca, Maria Damanaki, che dice all’Ansa: ”Gli Stati membri hanno avuto tre anni per applicare la nuova regolamentazione. Non si possono piu’ accettare delle eccezioni”. E aggiunge che tra le richieste di deroga inviate dagli Stati membri alcune sono ”pesantemente insufficienti, ma le autorita’ nazionali avevano tempo fino al 31 maggio per rispondere alle richieste sollevate dagli uffici della Commissione Ue”. Bruxelles, che rendera’ ufficiale il nuovo regolamento per la pesca sostenibile nel Mediterraneo lunedi’ 7 giugno, mette le mani avanti: la commissaria Damanaki ha gia’ detto chiaramente che non ci sara’ rinvio nell’applicazione del regolamento mediterraneo dove e’ urgente intervenire in quanto il 54% degli stock analizzati dagli scienziati sono eccessivamente sfruttati”. Del resto – si tiene a precisare – ”la regolamentazione non vieta alcuna pesca tradizionale o speciale. Al contrario, si tiene conto di deroghe e regole specifiche, a condizione cha la valutazione scientifica dimostri che il loro effetto sulle specie e sull’habitat e’ compatibile con gli obiettivi della politica comune della pesca”. Damanaki ha gia’ tenuto a ricordare che l’obiettivo della regolamentazione per il Mediterraneo ”non e’ di mettere fine all’attivita’ dei pescatori. Lo scopo e’ anche di avere risorse ittiche per il futuro”. La commissaria europea, che nei giorni scorsi e’ intervenuta al Parlamento europeo per un confronto per i parlamenti, ha voluto essere rassicurante: ”La regolamentazione e’ flessibile e innovatrice e lascia molte responsabilita’ e spazi di manovra, affinche’ gli Stati membri possano adattare le regole generali alle situazioni locali”. Bruxelles non nasconde il suo ”rammarico per il fatto che le autorita’ nazionali non sono riuscite a utilizzare il lungo periodo di transizione per mettere a punto le misure necessarie, in modo da accertarsi che i loro pescatori potessero continuare a pescare in modo tradizionale”. Quello che ora e’ importante, conclude, ”e’ che stiamo lavorando molto attentamente per aiutarli ad applicare correttamente la normativa”. (ANSA).

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