Pesce azzurro, Federcoopesca propone modelli di autogestione


Applicare modelli di gestione in grado di tutelare al meglio lici e sardine in Adriatico, considerando che sono circa 30 mila le tonnellate pescate all’anno, pari a 21 mila cassette giornaliere. E’ l’obiettivo del comitato tecnico-scientifico, approvato dalla Commissione Consultiva centrale pesca e acquicoltura del ministero delle Politiche agricole presto operativo, che dovrà mettere a fuoco in Adriatico quantitativi di piccoli pelagici sbarcati, taglia del pescato e prezzi medi. Lo mette in evidenza la Federcoopesca-Confcooperative, secondo cui i modelli da seguire per perseguire questo obiettivo sono le organizzazioni di produttori e l’autodisciplina. A questo proposito l’associazione ricorda le misure di intervento sulla risorsa messe a punto dalla ‘Feder.Op.it’, la Federazione delle Organizzazioni di produttori della pesca e dell’acquacoltura italiane, scaturite dai lavori del Comitato nazionale per la gestione dei piccoli pelagici; si tratta di proposte che si basano su una programmazione della produzione, che faccia perno su un coordinamento di tutte le organizzazioni dei produttori, sulla definizione del numero delle imbarcazioni e sulla riduzione delle sforzo di pesca, in termini di diminuzione dei giorni di lavoro e dei quantitativi massimi catturabili.

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