Peste suina: allarme per gli allevamenti sardi


La Coldiretti Sardegna e gli allevatori suinicoli hanno lanciato un allarme per il comparto al collasso a causa della recrudescenza della peste suina africana, e hanno proposto interventi urgenti per salvaguardare le imprese del settore. Fra le richieste anche un corridoio sanitario preferenziale per le aziende. Sinora sono stati 22 i focolai segnalati di peste suina africana – è stato spiegato in una conferenza stampa – che porta non solo all’abbattimento degli animali malati, ma anche alla paralisi dell’attività produttiva con conseguenze sull’occupazione. Secondo la Coldiretti per fronteggiare la piaga della peste non servono le polemiche ma è necessario agire assieme in armonia. “La peste suina flagella l’isola da oltre 40 anni e sinora sono stati vani tutti gli interventi attuati – è stato precisato – occorre promuovere un progetto di eradicazione che sappia unire gli allevatori, le autorità sanitarie, le istituzioni e l’opinione pubblica. Occorre, inoltre, promuovere subito un progetto di rilancio del comparto per rendere sostenibili e convenienti i vincoli sanitari che si rendono necessari”.
E’ necessario promuovere sia un progetto di eradicazione della peste suina sia politiche di rilancio della filiera suinicola sarda. Lo hanno chiesto la Coldiretti Sardegna e gli allevatori. In Sardegna sono presenti circa 15 mila aziende con oltre 180 mila capi. Gli allevamenti riguardano sia la produzione del maialino da latte (dai sei ai 10 chilogrammi) sia i magroni (80-110 kg) negli allevamenti intensivi. Per l’associazione di categoria oltre all’attivazione di un corridoio sanitario preferenziale è necessario un “riconoscimento del danno subito dalle aziende per il blocco della movimentazione e della macellazione, ed una rivisitazione del sistema degli indennizzi introducendo un sistema di premialità nei bandi regionali per le aziende virtuose che mantengono gli allevamenti indenni”. E’ necessario, inoltre, attivare una task-force fra gli Assessorati regionali della Sanità, dell’Agricoltura, dell’Ambiente e dell’Industria; attivare anche controlli per l’importazione di animali e carni di origine extraregionale ed estera. Viene chiesto infine un impianto regionale di incenerimento-smaltimento delle carcasse e degli scarti di macellazione, ed una politica per la tutela del consumo del prodotto agroalimentare sardo nel circuito regionale.

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