Piadina Romagnola all’ultima tappa prima dell’IGP

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Manca solo l’ultima tappa alla “Piadina Romagnola” o “Piada Romagnola” – come l’italianizzò Giovanni Pascoli che tesse l’elogio della Piadina in un suo famoso poemetto – per conquistare il riconoscimento europeo di indicazione geografica protetta (Igp) contro imitazioni e falsi in Europa. L’Ue ha infatti pubblicato oggi la domanda dell’Italia di registrare l’eccellenza italiana per raccogliere entro sei mesi – come prevede la normativa Ue – eventuali contestazioni di produttori europei o mondiali. Passati i termini, se non ci saranno contestazioni, Bruxelles potrà riconoscere la nuova Igp in via definitiva. Manca solo l’ultima tappa alla “Piadina Romagnola” o “Piada Romagnola” – come l’italianizzò Giovanni Pascoli che tesse l’elogio della Piadina in un suo famoso poemetto – per conquistare il riconoscimento europeo di indicazione geografica protetta (Igp) contro imitazioni e falsi in Europa. L’Ue ha infatti pubblicato oggi la domanda dell’Italia di registrare l’eccellenza italiana per raccogliere entro sei mesi – come prevede la normativa Ue – eventuali contestazioni di produttori europei o mondiali. Passati i termini, se non ci saranno contestazioni, Bruxelles potrà riconoscere la nuova Igp in via definitiva
“Una bella notizia per un prodotto che in tutto il mondo parla di questa regione e delle sue tradizioni enogastronomiche. L’Igp per la piadina romagnola porterà a 40 il numero delle specialità del nostro territorio tutelate nella loro unicità dall’Europa. E’ un primato nazionale ed è il riconoscimento di un’agroalimentare straordinariamente ricco di storia, di tradizione, biodiversità e tipicità, che ha saputo conciliare modernità e identità. Tra non molto, fuori dalla Romagna nessuno potrà più usurpare il nome di questo prodotto unico e irripetibile”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni commenta la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Ue del “documento unico” per il riconoscimento della Igp Piadina romagnola – Piada romagnola.
La zona di lavorazione e confezionamento comprende la Romagna storica e più precisamente l’intero territorio delle Province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna e di alcuni Comuni della Provincia di Bologna. In base al disciplinare gli ingredienti base dell’impasto sono farina, grassi, sale ed eventualmente lievito. È vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e altri additivi. Il prodotto può essere presentato nella variante, più sottile e larga, “alla Riminese”. La commercializzazione può avvenire in involucri di carta alimentare o tessuto per il prodotto destinato all’immediata somministrazione, oppure in buste alimentari perfettamente sigillate per il consumo differito. Nel caso di adozione di un processo produttivo che comprenda la realizzazione manuale di almeno tre fasi e in assenza di confezionamento chiuso, potrà essere utilizzata la dicitura “lavorazione manuale tradizionale”.

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