Piano olivicolo nazionale: Montecitorio preme sull’acceleratore

olive nuovaLa Commissione Agricoltura della Camera ha approvato la risoluzione unitaria sul piano per il rilancio, il rafforzamento e lo sviluppo dell’olivicoltura nazionale. Obiettivo principale: l’incremento della produzione senza, per questo, accrescere la pressione sulla risorsa idrica, puntando alla razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il rinnovamento degli impianti e lo studio di nuovi sistemi colturali in grado di conciliare la sostenibilità ambientale con quella economica. Si dovrà, al contempo, tutelare quell’olivicoltura a valenza paesaggistica a rischio abbandono o già abbandonata, incentivando la creazione di organizzazioni in grado di gestirne il valore storico e territoriale. Si punta sulla qualità dell’olio extravergine italiano e sulla consapevolezza dei consumatori per un acquisto cosciente delle peculiarità intrinseche ad un prodotto d’eccellenza.

“Una misura attesa dalla filiera da ben trent’anni – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura – Ora il Ministro Martina ha tutti gli strumenti per passare dalle parole ai fatti: monitoreremo affinché il settore olivicolo italiano abbia finalmente un concreto modello di rilancio e valorizzazione. Quello che può e deve essere il nostro oro verde, per troppo tempo, ha visto assente il mondo politico che, purtroppo, ha puntato su forme assistenzialistiche poco confacenti con produzioni di qualità ed eccellenza. Se il Ministero dell’Agricoltura tradurrà queste impegni in realtà – conclude L’Abbate (M5S) – il comparto olivicolo potrà ottenere nuova linfa per il rilancio economico e produttivo. Noi rimarremo vigili”.

Il piano olivicolo nazionale, che toccherà al Ministro Martina redigere, dovrà sostenere e promuovere l’attività di ricerca per implementare e migliorare la coltura olivicola, stimolando anche il recupero varietale delle cultivar nazionali delle olive da mensa e di nuovi impianti arborei. La filiera avrà un ruolo fondamentale per raggiungere questi obiettivi: l’aggregazione e l’organizzazione economica, alla luce della nuova OCM unica, introduce infatti lo strumento della contrattualizzazione tra produttori olivicoli ed acquirenti industriali e commerciali, ponendo le basi per la rivisitazione ed il rilancio del sistema delle organizzazioni di produttori e degli organismi interprofessionali.

Un accento particolare è stato posto sull’alta qualità dell’olio extravergine italiano, anche con l’attivazione di interventi per la promozione del prodotto sul mercato interno ed estero. Ma, soprattutto, attraverso il “consumo informato”, evidenziando le diverse proprietà salutistiche degli oli evo con l’utilizzo delle indicazioni salutistiche approvate dall’Unione europea e puntando sulla biodiversità, carattere distintivo dell’olivicoltura italiana. Informazione e divulgazione della conoscenza delle proprietà nutrizionali e salutistiche saranno fondamentali per combattere le contraffazioni e l’Italian sounding. Infine, i frantoi di particolare interesse storico-culturale che, con misure ad hoc (come un opportuno monitoraggio e la creazione di una banca dati presso il Ministero delle politiche agricole), potranno essere recuperati e divenire attrattive per scopi didattici.

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