Piantare un seme di speranza per fare rinascere la vita nel Grande Salento!

Il Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio della Salute e dei Diritti del Cittadino, congiuntamente con il Forum Ambiente e Salute – Salento, ringrazia pubblicamente ed esprime il suo plauso per l’encomiabile iniziativa dell’ Associazione Fiab IL CICLONE onlus intitolata “100 Ghiande In Gran Silenzio”, che si terrà questa Domenica, durante la quale tutti gli escursionisti partecipanti, in bicicletta, si recheranno dalla piazza di Maglie (Le) in un bosco di querce in contrada San Sidero in feudo di Maglie, dove saranno raccolte da ciascuno 100 ghiande, probabilmente già germogliate in questo periodo e trovate scostando il manto di foglie secche al suolo, che saranno poi ripiantate altrove per rimboschire, con essenze forestali quercine, autoctone in tal modo, il nostro territorio.

Un’iniziativa che ci auguriamo sia soltanto la prima di innumerevoli simili a seguire, della stessa associazione e non solo. L’augurio è che il bellissimo esempio, che da Maglie, nel cuore del basso Salento, viene così lanciato, possa infiammare l’animo di tutte le altre tantissime associazioni del Salento, della Puglia e non solo, spingendole a gareggiare, quasi virtuosamente tra loro, tra chi riuscirà a piantare e fare rimboschire così, con la massima semplicità, il territorio con il maggior numero di alberi ed arbusti. Un esempio anche per ciascun cittadino!
Un’iniziativa che dalle ghiande delle querce può e deve estendersi al germoplasma, ai semi, al trapianto delle plantule nate nei boschi nei luoghi ombrosi, alle talee, ecc. delle innumerevoli specie di piante autoctone. Un inno alla biodiversità, al rimboschimento e alla rinaturalizzazione partecipata!

Un impegno comune che parte dal basso, e che “in silenzio”, (come “in silenzio” cresce un bosco, ricorda un antico proverbio), lancia un segnale forte al mondo delle istituzioni a tutti i livelli, affinché si avvii al più presto il rimboschimento del territorio del Grande Salento, delle province di Brindisi, Lecce e Taranto, certamente la sub-regione d’Italia con la minore superficie boschiva, quando ancora, invece, pochi secoli addietro, il Grande Salento, la Messapia, era terra di immense foreste, dilaniate soltanto dall’azione vorace dell’uomo, e ridotte in brandelli relitti, da cui oggi ripartire per il recupero del germoplasma per la riforestazione!

Un gesto comune a favore degli alberi che riafferma la prioritaria necessità da parte della buona politica e buona amministrazione del territorio di impegnare energie massime e professionalità scientifica nell’azione di rimboschimento del Salento; una priorità questa affermata in un importante appello alle istituzioni, per il quale sono, in questi ultimi giorni, aperte ancora le sottoscrizioni, che vi stanno giungendo numerosissime.

Per il testo della lettera-appello alle istituzioni rimandiamo al seguente link:
“L’unica vera infrastruttura di cui ha urgentemente bisogno il Grande Salento sono i Grandi Boschi!!!” di Oreste Caroppo

Link: http://forumambientesalute.splinder.com/post/24136892/lunica-vera-infrastruttura-di-cui-ha-urgentemente-bisogno-il-grande-salento-sono-i-grandi-boschi

Tra le antiche foreste del Salento, la bellissima iniziativa di Il Ciclone richiama alla memoria la Foresta “Bosco Belvedere”, che era persino una pittoresca selva acquitrinosa, semi-allagata, ricchissima d’acqua nelle sue aree più interne. Il Bosco Belvedere si estendeva in tutto il centro del basso Salento, giungendo sino a Tricase a Sud e a Cutrofiano-Sogliano a Nord, e sino alla Città di Maglie, ed oltre, attorniandola in uno scialle protettivo, fresco d’estate, verde dai mille toni, o screziato di bruno nelle stagioni più fredde!

Un’iniziativa simbolica ma anche dagli effetti concreti, quella in oggetto, che si inserisce spontaneamente nella vasta mobilitazione popolare atta a riaffermare il vitale imperativo categorico per il futuro prossimo del Salento: la ricostruzione e guarigione della ferita foresta, centro storico della storia naturale del Salento, il Bosco Belvedere.

A tal fine segnaliamo per approfondimento il seguente link:

“La Rinascita del Bosco dei Paduli, il Bosco Belvedere !”
“Conoscere per amare, salvare e ripristinare un ecosistema unico e meraviglioso che rischia di svanire per sempre, la Foresta che Ammantava il Cuore del Salento, le sue ampie vallate e le sue dolci serre” di Oreste Caroppo

Link: http://larinascitadeipaduli.blogspot.com/

Proprio in quei luoghi, in cui si estendeva l’antica foresta, oggi la Regione Puglia ha già istituito e sta definendo ulteriormente il “Parco naturale del Paduli – Bosco Belvedere”. Una speranza ulteriore per la natura e per l’habitat di tutti i salentini.

Fortissime sono le suggestioni e l’ispirazione tratta dall’opera didascalica “L’uomo che piantava gli alberi”, che qui riportiamo in una integrale versione artistica video, che invitiamo a guardare e seguire, senza bisogno di suggerirne la massima attenzione, poiché siamo certi che sarà l’opera medesima a rapire lo spettatore e ad ammaliarlo.

Link : http://www.youtube.com/watch?v=D_OyNAx-cK0

Un cartone animato d’autore, tratto dal “L’uomo che piantava gli alberi” (titolo originale: L’ homme qui plantait des arbres ), conosciuto anche come “La storia di Elzéard Bouffier”, un racconto di Jean Giono, pubblicato nel 1953.

Un Commento in “Piantare un seme di speranza per fare rinascere la vita nel Grande Salento!”

  • Ennio Santoro scritto il 24 febbraio 2011 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 22:35

    Esiste una grande occasione per avviare una politica di riforestazione in Puglia ed in particolare nel Salento,questa è data la recente costituzione dell’Agenzia Forestale della Regione Puglia(ARIF) .Con la costituzione dell’agenzia sono stati stabilizzati un cospicuo numero di operai forestali fino ad oggi impiegati esclusivamente nelle attività antincendio. Risulta di estrema importanza che questa forza lavoro venga impiegata sul territorio su suoli di natura Pubblica (Comunali, provinciali, consorzi) in seguito a un accurata pianificazione  di riforestazione. Il rischio è che l’uso di tale manodopera sia relegato ai vivai ed ai pochi boschi regionali con conseguente basso o nullo impatto sul territorio e grande spreco di risorse.  

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