Piante e fiori: in Veneto calano i consumi

Il florovivaismo italiano è in difficoltà (-13% il saldo, comunque positivo
per 142 milioni di euro, della bilancia commerciale) e ancora di più quello
Veneto, stando al dettaglio sulle piante vive: aumentano in Regione le
importazioni (45 milioni di euro, +22,5% rispetto al 2009) in misura più che
doppia rispetto alle esportazioni (15 milioni di euro, +8,4%). Un saldo
negativo della bilancia commerciale pari a circa 30 milioni di euro, in
aumento del 31% rispetto al 2009. Questi alcuni degli esiti di uno studio
effettuato dagli esperti di Veneto Agricoltura (a giorni disponibile
completo su www.venetoagricoltura.org) sui dati del commercio estero
dell’Istat (banca dati Coeweb) e dalle indagini sui consumi florovivaisti
chi realizzate dall’Ismea. A livello nazionale i consumi languono: nel 2010
la spesa complessiva per prodotti florovivaistici è stata di 2,166 miliardi
di euro, in diminuzione di circa il 2% rispetto al 2009. I consumi di fiori
sono stati circa 1,266 miliardi di euro (-2,7%), mentre quelli di piante 900
milioni euro, in calo dell’1,5%. L’analisi per area geografica, evidenzia
come le regioni del Sud con la Sicilia (27,8%) e il Nord Ovest (26,5%) siano
le aree che più contribuiscono ai consumi nazionali, mentre il Nord Est,
con una quota di spesa del 22,5%, si posiziona all’ultimo posto. Questo è
dovuto soprattutto alla ridotta quota di spesa in fiori (18%). Inverso il
discorso per le piante con il Nord Est (29%) e il Nord Ovest (32%) che
trainano la spesa nazionale. Tra i canali di acquisto, prevale ancora il
negozio tradizionale, che detiene la maggior quota di mercato in valore sia
per i fiori (dal 50% al 59% nel 2010) che per le piante (dal 30% al 37%). In
particolare per i fiori il secondo canale di acquisto è il chiosco
attrezzato in strada (23%), mentre le piante si acquistano anche presso i
garden center/vivai (34%) e nei super/ipermercati (12%).
In base all’ultimo aggiornamento dell’indagine sui consumi realizzata
dall’Ismea e riferita al mese di giugno, il trend nel primo semestre 2011
della spesa cumulata in fiori e fronde, piante, alberi e arbusti è
leggermente migliorato rispetto ai primi sei mesi del 2010 (+1,3%), e si
attesta a circa 1,14 miliardi di euro. Per quanto riguarda il Nord Est, i
dati dei primi sei mesi evidenziano una situazione anche più positiva sia
rispetto al dato nazionale che alle altre aree geografiche: la spesa
complessiva di prodotti florornamentali viene stimata in aumento di circa il
3,4%. Il risultato è influenzato dal rilevante incremento della spesa in
fiori, che viene prevista in crescita di oltre il 7%, a circa 113 milioni di
euro, mentre la spesa in piante è stimata in aumento solo dello 0,7%, a
oltre 155 milioni di euro. Da evidenziare, tuttavia, che i fiori non sono
una produzione tipica regionale veneta, per cui tale aumento dei consumi si
tradurrà in un aumento delle importazioni.
La difficoltà nello sviluppare, se non addirittura mantenere gli sbocchi
commerciali verso l’estero, soprattutto per quanto riguarda il comparto
delle piante verdi e fiorite, sta, invece, mettendo sempre più in crisi gli
operatori veneti del comparto che stanno perdendo posizioni a favore dei
competitors toscani e liguri.

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