Piemonte: contraffazione sale, consumatori in difficolta’

spesaLa contraffazione in campo alimentare aumenta, ma i consumatori non sanno come difendersene. Eppure le sanzioni ci sono e possono arrivare alla chiusura dello stabilimento, al carcere e a pene pecuniarie oltre i 700 mila euro. Il punto sulla situazione piemontese e’ stato fatto in un convegno oggi a Torino Incontra. In mattinata e’ intervenuto Guido Bolatto, segretario della Camera di Commercio torinese, realizzatrice di un’indagine in materia. Si scopre cosi’ che la contraffazione alimentare e’ ritenuta in aumento da oltre l’85% delle imprese alimentari, ma che il 38% non ricorre ad alcuno strumento di tutela. E che l’85% dei consumatori teme rischi per la salute, ma il 18% non sa come reagire all’acquisto di prodotti contraffatti. Un’indagine del Censis stima che il mercato del falso in Italia valga circa 7,1 miliardi di euro. La contraffazione alimentare vi figura al terzo posto, dopo l’abbigliamento (36,7%) e il settore di video, cd e software (23,2). Con alcolici e bevande, il mercato dell’alimentare taroccato vale infatti circa 1,15 miliardi di euro, pari al 16,2% del totale. ”Contro la contraffazione – ha spiegato Bolatto – la Camera di Commercio agisce in piu’ direzioni: promuovendo gli strumenti di tutela della proprieta’ intellettuale come il deposito dei brevetti o l’utilizzo di marchi, monitorando il fenomeno con indagini e ricerche, e informando i consumatori attraverso la pubblicazione di guide gratuite”. Una guida sulla contraffazione alimentare, appena messa on line, e’ scaricabile dal sito www.to.camcom.it/contraffazione. Perche’ ”le modalita’ con cui vengono compiute le contraffazioni alimentari – ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Torino, Antonio De Vita – sono infinite”.

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