Pignolata di Carnevale

pignolataokTra i dolci di carnevale emerge la pignolata, conosciuta anche come pignolata glassata, un dolce tipico della città di Messina e della città di Reggio Calabria.La specialità dolciaria è inclusa nella lista siciliana dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) Il dolce è ampiamente diffuso anche nella Sicilia orientale (in cui sono presente diverse varianti come quella ragusana) e nell’area calabrese che va da Melito a Scilla dove vi è una variante con glassa al gusto di bergamotto, oltre alla tradizionale con cedro e cioccolato.È un dolce tradizionalmente tipico del periodo di carnevale, tuttavia oggi lo si produce durante tutto l’anno.Si presenta come un mucchietto di pigne di varie dimensioni ricoperte di glassa bianca al limone e scura al cioccolato e dall’odore di essenza di cedro (o bergamotto) e cioccolato vanigliato.La pignolata glassata deriva direttamente dalla pignolata al miele, che prevedeva un mucchietto di “pigne” fritte ricoperte da miele (versione ancora diffusa nei comuni montani delle due province. La pignolata glassata nasce nel periodo della dominazione spagnola, quando su commissione di famiglie nobili si rielaborò la precedente ricetta “povera” sostituendo la copertura con una dolcissima glassa aromatizzata al limone ed al cacao. Oggi la pignolata, che nel corso dei secoli si è diffusa in tutta l’area dello Stretto, è il dolce tipico più apprezzato della zona e vi è prodotto in grandi quantità per l’esportazione in Italia ed all’estero.Giuseppe Polimeni, nel suo testo “Quando a Reggio non c’erano i cornetti” afferma che “Il Carnevale, si diceva, era la festa della trasgressione, dell’illiceità, del superamento dell’atavica fame. Sulla tavola trasbordavano i maccarruni i zita con ragù di maiale (rassu e mariu), pasta o furnu, polpette che piacevano ai bambini, ma questi aspettavano soprattutto la distribuzione generosa della pignolata. Questo dolce era composto da palline di pasta fritte nello strutto e poi assemblata in mucchietti ricoperti con glassa di cioccolato ed al limone, oppure composto in piccoli coni impastati e ricoperti con il miele e decorati con confettini colorati
Pignolata
Ingredienti:
cinque uova
farina gr. 350
grappa (o altro liquore alcolico) gr. 30 circa
olio o strutto per friggere
zucchero gr. 500 circa
un limone (o altra essenza aromatica).
Preparazione:
Impastate la farina con le uova e il liquore e lavoratela come si usa per la pasta fatta in casa. Tiratene un cannello di circa un centimetro di diametro e tagliatelo a pezzettini. Friggete in olio e strutto: la pasta si gonfierà e si aprirà. Lasciate scolare un poco il fritto su carta paglia. Nel frattempo preparate uno sciroppo denso facendo fondere sul fuoco lo zucchero, nella proporzione di un chilogrammo per un quarto di litro d’acqua.
Sistemate un primo strato di palline fritte su un piatto di portata, irroratele di sciroppo, poi fate un secondo strato e così via, formando una piramide: ed ogni strato sarà condito con lo zucchero fuso.
Infine, aggiungete allo sciroppo rimasto il succo di un limone (od altra essenza a piacere, o cioccolata fondente disciolta a bagnomaria) e versatelo sulla cima della piramide; facendolo colare lungo i fianchi. Servite quando il dolce si sarà completamente raffreddato (senza essere messo in frigorifero).

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Un Commento in “Pignolata di Carnevale”

  • Wax scritto il 19 settembre 2016 pmlunedìMondayEurope/Rome 19:48

    La pignolata in Calabria si realizza anche in un altro modo: si preparano le stesse palline di pasta, si friggono ugualmente come illustrato sopra, ma invece della glassa di limone e/o cioccolata, si ricopronto di miele e – in tempi più recenti – si arricchiscono con degli zuccherini colorati. La pignolata ricoperta di cioccolata e limone è più tipica di Messina – e più in generale della Sicilia – mentre in Calabria i prepara ancora con il miele. Sul blog specializzato piatti-tipici-calabresi.it è possibile consultare la ricetta originale integrale, utilizzata ancora oggi nel periodo natalizio.

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