Pil: l’agricoltura è il settore che va peggio. Confagri: infimi i prezzi all’origine

Mentre il Pil aumenta dello 0,3%, nel secondo trimestre 2011 rispetto a quello precedente, con risultati di segno positivo per l’industria (+0,9%) e per i servizi (+0,1%), l’agricoltura registra una flessione del 2,4% del valore aggiunto ed è il settore che va peggio, con un andamento negativo di molto superiore a quello delle costruzioni (-0,9%). Lo sottolinea Confagricoltura analizzando i dati sul Pil diffusi oggi dall’Istat.
La congiuntura negativa che investe l’agricoltura deriva, ad avviso di Confagricoltura, dagli infimi prezzi all’origine, assolutamente non remunerativi, che stanno mettendo in ginocchio le aziende del settore. Vi sono forti sperequazioni nelle filiere produttive tra le imprese agricole e quelle della trasformazione e distribuzione. “In queste condizioni – commenta l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – non ci sono i presupposti per lo sviluppo del settore primario che avrebbe bisogno di redditività e di risorse da poter destinare ai necessari investimenti per il rafforzamento”.
Ad avviso dell’Organizzazione agricola, “servono politiche mirate ed urgenti per migliorare la competitività delle nostre produzioni e rendere più equilibrati i mercati. Bisogna convincersi che il Paese non cresce senza l’agricoltura”.

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