Pil: solo l’agricoltura in controtendenza, +1,1%

L’agricoltura è l’unico settore in controtendenza che fa segnare nel secondo trimestre un aumento del Pil (1,1 per cento) sul piano tendenziale, mentre calano l’industria (-5,8 per cento), le costruzioni (-6,5 per cento) e i servizi (-1,1 per cento). Lo affermano le organizzazioni agricole commentando le rilevazioni Istat sul pil. “Un dato positivo – commenta il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi – che tuttavia non nasconde le difficoltà delle imprese, sempre più nella morsa degli alti costi produttivi e contributivi e di un’opprimente burocrazia. Con l’aggravante di prezzi sui campi non remunerativi”. Nonostante le difficoltà – sottolinea Coldiretti – l’agricoltura si conferma settore anticiclico, come dimostra anche l’aumento delle assunzioni, che crescono del 10,6 per cento nel secondo trimestre, in netta controtendenza con l’andamento generale. Peraltro le aperture di nuove aziende agricole – continua Coldiretti – hanno superato leggermente le chiusure, con la presenza nel secondo trimestre di 824.516 aziende agricole registrate negli elenchi delle Camere di commercio. “I dati sul pil – commenta Copagri – ci ricordano che c’é un settore agricolo che, in chiara controtendenza con gli altri comparti, è evidentemente degno di scelte di politica economica di fiducia e sostegno e che in assenza di queste c’é il rischio di un’involuzione riscontrabile a livello congiunturale”. “Serve un processo di crescita – conclude Confagricoltura – che rimetta al centro le imprese del settore agricolo e che sia finalizzato a migliorarne la competitività. Non si progetta il futuro solo con i tagli e aumentando la pressione fiscale”. (ANSA)

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