Pioppo: prende forma il distretto Interregionale di filiera

Sala convegno pioppiDavvero molto positivo il bilancio del convegno nazionale sulla pioppicoltura che si è tenuto il giorno di San Martino a Piacenza. L’iniziativa, organizzata congiuntamente da Confagricoltura Piacenza con l’Associazione Pioppicoltori Italiani, il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura CRA-PLF di Casale Monferrato ed Assopannelli ha riacceso i riflettori sul settore. Di fronte ad una sala gremita, l’Assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, ha tratto le sue conclusioni ringraziando Confagricoltura Piacenza e l’Associazione Pioppicoltori Italiani per aver ben evidenziato l’importanza della pioppicoltura come comparto strategico dal punto di vista economico ed ambientale. “E’ fondamentale – ha detto Rabboni – sottolineare il contributo che la pioppicoltura può dare per lo stoccaggio dei gas serra. Devo dare riscontro alle sollecitazioni – giunte all’unisono da più relatori – riguardo alle scelte della Regione Emilia-Romagna. La prima – ha spiegato Rabboni – è riferita alla pioppicoltura in golena, in particolare gli ambiti protetti di rete natura2000: abbiamo affrontato recentemente un’intensa discussione circa le misure di conservazione da adottare nelle aree suddette e gli habitat da tutelare, siamo giunti ad una determinazione che accoglie positivamente l’istanza del mondo agricolo: non ci sarà più divieto alla pioppicoltura nelle aree di golena della rete natura 2000. Siamo arrivati a questa conclusione – ha tenuto a sottolineare Rabboni – ascoltando le istanze del mondo agricolo e considerando che, in queste zone, i vantaggi della pioppicoltura sono certamente superiori agli svantaggi, in termini ambientali. Questa decisione è assunta”. Un secondo riscontro è giunto circa la nuova programmazione del PSR. “Il nuovo programma che andremo ad approvare ad inizio anno prossimo – ha detto Rabboni – conferma l’adeguamento dei premi che erano già presenti, ma poco utilizzati perché mancava l’elemento della disponibilità alla piantumazione in golena”. Nicoletta Azzi di Assopannelli ha posto l’accento sulle potenzialità economiche del settore. “Il dato di partenza sui cui riflettere – ha sottolineato – è quello che vede in Italia una disponibilità annua di circa un milione di metri cubi di pioppo a fronte di circa quattro milioni di metri cubi richiesti e lavorati dall’industria, la differenza viene importata”. La sostenibilità ambientale della coltura è stata, invece, argomentata dagli interventi tecnici di Naldo Anselmi e Giuseppe Nervo, rispettivamente membro del Comitato Esecutivo della Commissione Internazionale del Pioppo e direttore del CRA – PLF di Casale Monferrato. Quanto alla possibilità, ribadita anche dall’intervento del presidente di Confagricoltura Piacenza, Enrico Chiesa e da più parti auspicata, di considerare la pioppicoltura quale coltura ammessa ai fini delle superfici imputabili a greening, Rabboni ha detto: “Ci muoveremo nell’ambito degli incentivi agroambientali, avremo modo di entrare puntualmente nel merito dell’entità di questi aiuti, ma dovremo aver presente un quadro complessivo. L’ipotesi di cui si parla può essere un possibile punto di riferimento”. Non ultimo Rabboni ha pienamente accolto l’appello per un coordinamento congiunto tra le regioni vocate alla pioppicoltura: Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. E’, infatti, in fase avanzata di elaborazione l’”accordo interregionale per lo sviluppo della filiera del pioppo nelle regioni del nord Italia”, fortemente voluto dal presidente dell’Associazione Pioppicoltori Italiani, Fabio Boccalari e di cui si ne prevede la sottoscrizione da parte delle Regioni interessate, dei rappresentanti della filiera pioppicola, del mondo agricolo e della ricerca entro la fine di dicembre. “Vi confermo che appena il testo sarà condiviso – ha concluso Rabboni – sottoscriveremo con le altre Regioni un documento congiunto in grado delineare una prospettiva di rilancio della pioppicoltura ed assumere coordinate comuni, credo si debba sottolineare il valore istituzionale di questo accordo. I tre impegni che ho ricordato sono le cose che faremo nei prossimi mesi”. “Assessore, la ringraziamo molto – gli ha risposto Fabio Boccalari – perché una disponibilità così piena era nei nostri sogni. Oltre ai produttori ed agli imprenditori che operano nella filiera anche le Istituzioni sentono l’esigenza di superare i problemi e risolverli, così lavoriamo tutti con una prospettiva positiva”.

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