Piu’ la lattuga e’ rossa piu’ e’ salutare

PISAPiù la lattuga è rossa e più è veloce il suo effetto antiossidante e di
reazione nei confronti dei radicali liberi, gli agenti responsabili
dell’invecchiamento e del danno cellulare che determina l’insorgere di
numerose malattie. Questo è quanto emerge da uno studio condotto da un
gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e
Agro-ambientali dell’Università di Pisa svolto in collaborazione con il
Dipartimento di Biologia Vegetale e Ecologia dell’Università dei Paesi
Baschi e il laboratorio di Spettroscopia EPR-ENDOR NMR del CNR di Pisa. I
risultati di questa ricerca, cominciata nel 2011, sono stati recentemente
pubblicati sulla rivista “Journal of Agricultural and Food Chemistry” in un
articolo dal titolo “Phenolic composition and related antioxidant properties
in differently coloured lettuces: a study by Electron Paramagnetic Resonance
(EPR) kinetics”.

“La lattuga è ricca di composti che presentano ‘attività antiradicalica’
come i fenoli, tra i quali le antocianine, e vitamine come la A e la C - ha
spiegato la professoressa Annamaria Ranieri dell’Ateneo pisano che ha
coordinato la ricerca - tuttavia, come abbiamo dimostrato più la
pigmentazione è rossa e più aumenta la presenza di antiossidanti
caratterizzati da un'alta velocità di reazione nei confronti dei radicali
liberi, con il risultato che l’attività antiossidante totale risulta
maggiore nella lattuga a foglia rossa rispetto a quella verde-rossa e
verde”.

Lo studio ha analizzato tre varietà differenti di lattuga - la “Batavia”,
dal colore verde, la “Marvel of Four Seasons”, verde-rossa, e la rossa “Oak
Leaf” - attraverso tecniche di Electron Spin Resonance (EPR) e per la prima
volta ha dimostrato la relazione fra il comportamento cinetico degli
estratti di lattuga, differentemente pigmentata, e la relativa composizione
in metaboliti antiossidanti.

“Ma attenzione – ha concluso Annamaria Ranieri - la diversa velocità
nell’azione di contrasto dei radicali liberi non significa che alcuni
antiossidanti siano preferibili ad altri e infatti, a seconda della loro
solubilità nella matrice organica e alla diversa capacità detossificante,
gli antiossidanti veloci, come le cianidine, sono capaci di reagire
rapidamente con i radicali proteggendo le cellule dall’ossidazione, mentre
quelli ad azione lenta, come i carotenoidi, possono avere un’azione più
prolungata nel tempo a livello del nostro organismo”.

Nela foto: il gruppo di ricerca dell’Università di Pisa, da destra Mike
Frank Quartacci, Cristina Sgherri e Annamaria ranieri.


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