Pizza napoletana garantita, ma a sufficienza ?

La ”Pizza Napoletana”, prodotta secondo la tradizione partenopea, entra ufficialmente nell’olimpo delle eccellenze alimentari europee. La Commissione europea, secondo quanto appreso dall’Ansa, ha varato pochi minuti fa il regolamento Ue con cui viene riconosciuto alla ”Pizza Napoletana” la specialita’ tradizionale garantita (Sgt), protetta dall’Ue contro imitazioni e falsi. Il riconoscimento sara’ operativo 20 giorni dopo la pubblicazione del regolamento nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue.
Ma secondo Coldiretti l’ingresso odierno della pizza napoletana nell’elenco delle Specialita’ tradizionali garantite (Stg) dall’Unione Europea e’ ”una forma di tutela del tutto insufficiente che non impedira’ che la meta’ delle pizze servite nelle 25mila pizzerie italiane continui ad essere preparata con ingredienti importati dall’estero: cagliate provenienti dall’est Europa invece della tradizionale mozzarella, pomodoro cinese invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo e farina canadese o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale, all’insaputa dei consumatori”.
Secondo l’organizzazione agricola gli ”unici elementi di tutela sono legati al fatto che la mozzarella, secondo il disciplinare, deve essere di bufala Dop ma anche mozzarella Stg, e che la pizza non puo’ essere congelata o surgelata.
Niente peraltro viene specificato riguardo al pomodoro, tranne che deve essere sparso con un movimento a spirale”. Se si considera che, sottolinea la Coldiretti, ”in Italia sono stati importati in un anno 500 milioni di chili di extravergine, 86 milioni di chili di cagliate per mozzarelle, 150 milioni di chili di concentrato di pomodoro e oltre 5 miliardi di chili di grano, e’ facile capire come il rispetto dell’originalita’ degli ingredienti e del loro legame con il territorio sia una condizione determinante per la tutela della vera pizza napoletana tradizionale”. ”Il rischio – sostiene la Coldiretti – e’ di perdere definitivamente lo storico legame con il territorio di provenienza della pizza” che e’ nata a Napoli a meta’ del 1700 e poi eretta a vessillo tricolore.
Oggi la pizza e’ la parola italiana piu’ conosciuta all’estero con l’8 per cento, seguita dal cappuccino (7 per cento), dagli spaghetti (7 per cento) e dall’espresso (6 per cento), secondo un sondaggio on line della Societa’ Dante Alighieri. In Italia ci sono 25mila pizzerie con 120 mila posti di lavoro e un fatturato di 5 miliardi di euro che e’ in crescita nonostante la crisi, come conferma – conclude la Coldiretti – una recente ricerca Doxa secondo la quale quando si tratta di scegliere qualcosa di ‘gustoso’, per la pausa pranzo, il 29 per cento degli italiani predilige pasta, ma ben il 26 per cento pizza.(ANSA).

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