Poca ricerca in agricoltura. Copagri, il settore paga tasse eccessive

campi coltivati
Le realtà agricole e agroindustriali italiane spendono in ricerca e sviluppo appena l’1,4% dell’intera sfera imprenditoriale, sfiorando i 154 milioni di euro. Lo rileva la Copagri in relazione ai dati Istat diffusi oggi che sottolinea come la spesa non sia all’altezza di un settore che rappresenta il 17% del Pil. ”Le aziende agricole – fa notare la Confederazione – sono bloccate da una pressione fiscale che da esigui margini di manovra, un accesso al credito sempre più difficile e costi della burocrazia e aziendali troppo spesso superiori ai ricavi”. Non va meglio l’industria alimentare, precisa la Copagri che, tuttavia, sostiene il 50% della ricerca realizzata per essa, mentre l’agricoltura il solo 1,1%. Il sostegno alla ricerca nel settore non solo è insufficiente ma è anche in calo dell’8,5% nel 2011 rispetto al 2010. Ricerca e sviluppo sono prerogative per attrarre giovani in agricoltura, un binomio che rappresenta il futuro del settore, conclude la Copagri che chiede di intervenire in più direzioni per ridurre gli oneri tributari, lanciare un nuovo modello di credito agrario e determinare una partnership pubblico-privato per investire nelle capacità e nelle potenzialità che l’agroalimentare sta mostrando anche durante l’attuale crisi.

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