Polemiche dopo il blitz no global nei campi di mais geneticamente modificato

Non sono mancate polemiche dopo i blitz il primo di Greenpeace del 30 luglio, l’altro ieri quando un gruppo di No Global, provenienti dal Friuli e dal Veneto, e’ entrato nel campo di Vivaro (Pordenone) dove il 30 aprile scorso, al termine di una campagna mediatica pro ogm, l’agricoltore friulano Giorgio Fidenato semino’ davanti a una telecamera in diretta web il mais ogm ”Mon810”. L’azione ha determinato reazioni opposte da parte dei due maggiori attori politici della vicenda: il ministro dell’ agricoltura Giancarlo Galan, e il governatore del Veneto e suo predecessore Luca Zaia. ”Azione squadristica da condannare in ogni senso”, commenta a caldo Galan, piu’ possibilista verso gli ogm. Di tutt’altro parere Zaia che, quando era al dicastero, ha fatto della lotta agli ogm una bandiera sua e della Lega: ”E’ stata ripristinata la legalita”’ ha detto ieri in serata. Ma torniamo ai fatti: il 30 luglio gli ambientalisti di Greenpeace erano riusciti a tagliare la parte superiore di alcune piante per evitare la fioritura ma non erano riusciti a portare a termine l’azione. Ieri una settantina di appartenenti ai Centri Sociali del Nord Est e dell’associazione ‘Ya Basta’ poco dopo mezzogiorno hanno distrutto materialmente le piantine abbattendole al suolo. L’azione, ha spiegato il portavoce degli attivisti Luca Tornatore, e’ stata decisa per evitare che il mais maturasse e che i semi modificati fossero diffusi nell’aria contaminando l’ambiente. Le forze dell’ordine hanno identificato gli attivisti come era gia’ stato fatto per Greenpeace. ”Confermo che le istituzioni preposte a seguire la vicenda degli Ogm in Friuli Venezia Giulia stanno proseguendo nell’attività di accertamento e a giorni saranno resi noti i risultati di verifiche e analisi”, ha affermato Galan dopo aver inviato nei giorni scorsi dei tecnici sui campi per verificare se effettivamente si tratta di ogm (Greenpeace sostiene che bastano 48 ore per fare le analisi, tanto hanno impiegato a fare le loro). Ma il problema, osservano gli ambientalisti, e’ che il mais fiorisce e il polline va a contaminare i campi circostanti. Sulla vicenda diverse le posizioni all’interno del Pd. Mentre il senatore Flavio Pertoldi disapprova Zaia perche’ ”ha giustificato un atto di illegalita”’ e per Ernesto Carbone, coordinatore del forum agricoltura del Pd, ”il nostro paese é l’unico a non fare ricerca vera e rimarremo sempre indietro rispetto al resto del mondo”, il senatore Francesco Ferrante (lunga militanza in Legambiente) e’ piu’ vicino al governatore Veneto e meno duro con i no-global: ”la vera illegalita’ e’ la semina e la vergogna e’ che l’autorita’ non sia intervenuta per impedirla”. Dura la reazione di Coldiretti, che senza mai citarlo manda a dire a Galan: ”chi ha tollerato ieri non sia censore oggi”, lamentando che se l’autodenuncia di semina ogm e’ avvenuta il 25 aprile il ministro e’ intervenuto solo il 30 luglio. D’accordo con Galan invece Confagricoltura e, naturalmente, Futuragra (favorevole agli ogm) di cui fa parte Fidenato. ”E’ incredibile che il ministro Galan riscopra ora il rispetto della legalita’ davanti alla distruzione dei campi di mais ogm, dopo che si e’ reso colpevole in tutte queste settimane a dir poco di inerzia davanti alla semina illegale di mais ogm e provando a caricare le proprie responsabilita’ su altri” afferma in una nota Loredana De Petris, della segretaria nazionale di Sinistra, ecologia e liberta’. ”All’illegalità non si può rispondere con l’illegalità e con la violenza. Sulle coltivazioni Ogm nel nostro Paese c’è una precisa legge e questa deve essere rispettata. Ci sono gli organi preposti che devono intervenire e far sì che le normative vigenti non vengano violate. Ogni altro atto è fuori luogo e, quindi, da condannare”. Così il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi .”Per chi finge di non sapere quanto da me detto a proposito di Ogm, ribadisco la mia posizione in proposito”. Cosi’ il ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan precisa in una nota le sue ultime dichiarazioni sul tema, ribadendo che le semine di Ogm sono vietate. ”In data 30 luglio 2010 – afferma il ministro – ho dichiarato: sono stato, sono e saro’ sempre per il rispetto della legalita’. Ove le indagini in corso rivelassero che realmente quello seminato e’ mais geneticamente modificato, spettera’ all’autorita’ giudiziaria valutare i provvedimenti da assumere secondo quanto previsto dal decreto legislativo 212. In Italia, infatti, la coltivazione di OGM, in assenza di autorizzazione, e’ espressamente vietata”. ”In data 31 luglio – aggiunge – ho poi dichiarato: gia’ nei giorni scorsi ho dato mandato all’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualita’ e Repressioni Frodi (ICQRF), e questo in attuazione della direttiva da me impartita fin dalla scorsa primavera, di effettuare verifiche adeguate e quindi controlli coordinati sulla presenza o meno di semi Ogm nelle coltivazioni in campo”.

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