Polli e tacchinelle nei menu feste. In un sito le idee dei foodblogger

capponeChe sia lessa o farcita e cotta in forno, in gelatina o rollè, la carne è la vera protagonista del pranzo di Natale. In particolare le carni avicole (pollo, cappone, tacchino e faraona) sono il filo conduttore di tanti piatti tradizionali delle feste. Lo dimostrano i ricettari della nonna ma anche i numeri: tra Natale e l’Epifania, verranno consumati circa 800 mila capponi e 500 mila tacchinelle. Per un Natale all’insegna del risparmio – si stima infatti anche quest’anno un taglio alle spese complessivo del 6,7% e di circa l’1% per quelle alimentari (Federconsumatori/Adusbef) – ma senza rinunciare alla tradizione, dieci ricette a base di pollo rielaborate in chiave contemporanea, alla portata di tutti i portafogli e delle diverse competenze in cucina. A proporle dieci food blogger messe alla prova da www.vivailpollo.it, blog a cura di Unaitalia (Unione Nazionale Filiere Agroalimentari delle Carni e delle Uova). Il risultato è un menu delle feste appetitoso e di sicuro effetto. In più è anti-crisi e di facile realizzazione. Si va dai vol au vent di pollo per l’aperitivo di Io e mio figlio, ai sontuosi (ma economici) polli farciti e rollé di Juls’ kitchen, Una blogger in cucina, Farina lievito e fantasia e Cucina di Barbara, passando per gli involtini golosi come quelli di Mamma Papera e il pollo in cocotte rielaborato da Siciliani creativi in cucina. Non mancano i piatti più tradizionali come il pollo in gelatina di Ricomincio da quattro e il pollo alla Franceschiello di Diario di una passione. E i bambini impazziranno per il pollo pop de Il Cucchiaino di Alice in abbinamento a un’insalata di Natale davvero speciale. Per tutti i chicken lovers che non vogliono rinunciare alla tradizione, quasi ogni Regione vanta la sua ricetta tipica di Natale a base di carni avicole. In un ideale giro d’Italia, in Liguria troviamo la tacchina arrosto con patate (Bibinn-a a rosto co-e patate), il cappone lesso servito con la mostarda (Cappon boggio co-a mostarda) ma anche i famosi maccheroni di Natale, cotti nel brodo di cappone, con aggiunta di sugo di carne o funghi secchi e salsiccia. Spostandoci in Lombardia, a Mantova per l’esattezza, a far da padrone del pranzo di Natale sono gli agnolini in brodo di terza (cappone, manzo e osso bovino), introdotti dal rituale bevr’in vin. A Milano invece il simbolo della festa è il panettone, ma il piatto forte è il tacchino ripieno. In Emilia Romagna Natale è sinonimo di cappelletti, più grandi rispetto ai tortellini modenesi. La pasta fresca della tradizione prevede una farcitura con trito di carni fra le quali anche pollo o tacchino e mortadella. Nelle Marche, da Natale a Capodanno, regine della tavola sono le carni avicole e cunicole: dai cappelletti in brodo – di tacchino o cappone – al bollito con verdura cotta e cardi, fino all’arrosto di pollo, piccione ma anche coniglio e faraona, serviti con patate o fritto misto. Anche in Toscana tradizionalmente l’elemento centrale del pranzo di Natale è la carne, come il brodo e il cappone. A Roma si sostiene che il brodo apra lo stomaco e lo prepari alla ricchezza del pranzo della festa, quindi i cappelletti in brodo di cappone con ripieno di carne aprono tradizionalmente il pranzo di Natale. Il brodo abruzzese è una vera istituzione nel giorno di Natale e viene arricchito, oltre che con cubetti di cardone, con polpettine di carne, con il cacio e uovo arricchito di rigaglie di pollo e quadrucci all’uovo o sottilissimi tagliolini fatti in casa. Nel Teramano invece un must è l’ottimo tacchino alla canzanese. . Sulla tavola dei siciliani invece non può mancare la tacchinella ripiena di pasta “busiata”: la tacchinella disossata viene foderata con del prosciutto cotto e farcita con pasta precedentemente condita con sugo di salsicce.(ANSA).

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