Pomodoro “italiano” made in Cina: maxisequestro nel salernitano


Maxisequestro di falso pomodoro “made in Italy” ad Angri, in provincia di Salerno. Il locale Nucleo antifrodi del Comando carabinieri politiche agricole e alimentari – in esecuzione del decreto emesso dal Gip del Tribunale di Nocera inferiore – ha sequestrato 4.607 quintali di doppio concentrato di pomodoro, pari a 931.978 barattoli da 150 grammi ciascuno, per un valore complessivo di circa 400mila euro, perche’ “confezionati con etichette attestanti indebitamente l’origine italiana del prodotto, in realta’ ottenuto dalla lavorazione di triplo concentrato di pomodoro proveniente dalla Repubblica popolare cinese e destinato al mercato estero”. L’ipotesi di reato riguarda l’etichettatura del prodotto finito, che recava, in varie lingue, la scritta “prodotto in Italia”. Ma in questo caso, il prodotto sequestrato – spiegano gli investigatori – era stato ottenuto “dalla sola aggiunta di acqua e sale al concentrato cinese e dalla relativa pastorizzazione configurando, pertanto, una lavorazione parziale e non significativamente idonea a conferire l’origine italiana al prodotto”.
Soddisfatto il ministro delle politiche agricole Giancarlo Galan che alla fine dell’estate aveva costituito una task force finalizzata proprio a verificare l’aumento dell’importazione di concentrato di pomodoro cinese. “Quella dei controlli – ha detto Galan – e’ una sfida che non intendiamo perdere, e anzi continueremo a tenere alta l’attenzione, senza nessuno sconto per coloro che attentano alla trasparenza e alla legalita’, uniche garanzie necessarie per la valorizzazione e la tutela della qualita’ dei prodotti Made in Italy”.

Il commento di Coldiretti
”Con l’aumento del 18 per cento degli arrivi in Italia, nel primo semestre 2010, del concentrato di pomodoro cinese l’operazione dei Carabinieri e’ particolarmente importante per evitare che venga spacciato sul mercato nazionale ed estero il falso pomodoro Made in Italy”. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente il maxisequestro di falso pomodoro ”Made in Italy” ad Angri, in provincia di Salerno. Un pericolo incombente, quello delle contraffazioni – aggiunge l’organizzazione agricola – che e’ stato sollevato nelle anticipazioni del rapporto sulle Agromafie presentate da Coldiretti/Eurispes al X Forum agroalimentare di Cernobbio dal quale e’ emerso peraltro che sono state importate in Italia 161.215 tonnellate di pomodori preparati o conservati di cui il 52,9 per cento proviene dalla Cina, destinate per il 98,6 per cento del totale alla sola provincia di Salerno, patria del mitico San Marzano.

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