Pomodoro; crisi risolta in Toscana


Risolta in Toscana la ‘crisi del pomodoro’: e’ stato infatti siglato a Firenze un accordo che permette agli agricoltori toscani di avere la certezza del ritiro totale della produzione. L’intesa e’ stata raggiunta con Italian Food Spa, lo stabilimento di Venturina del gruppo Petti. La Toscana e’ la prima regione in Italia che riesce a risolvere il problema. Con l’intesa raggiunta, Italian Food si impegna a lavorare circa 400 mila quintali di pomodoro in piu’, pari a 40 mila tonnellate di prodotto: in pratica la quasi totalita’ della produzione toscana che rischiava l’invenduto. Questo sara’ possibile anche grazie al supporto di Fidi Toscana che affianchera’ Monte dei Paschi, la banca che fornira’ il prestito necessario a Italian Food per pagare il prodotto. Si tratta di una misura di affidamento di circa 5 milioni. Oggi alla firma dell’accordo, ufficializzato davanti ai rappresentanti delle associazioni degli agricoltori Cia, Coldiretti e Confagricoltura, erano presenti l’ad dell’azienda, Pasquale Petti, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi e l’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori.

In Toscana, e’ stato spiegato, sono 200 mila le tonnellate di pomodoro prodotte, delle quali 150 mila lavorate sul territorio regionale: le rimanenti 50 mila tonnellate avrebbero dovuto essere lavorate fuori regione. Il prezzo, concordato prima dell’inizio della stagione, doveva essere di circa 70 centesimi al chilogrammo, ma al momento del ritiro del prodotto, le aziende di lavorazione (fuori Toscana) non hanno rispettano gli accordi offrendo prezzi piu’ bassi del pattuito. ”Era stato lanciato un allarme – ha detto Rossi – e il rischio era che i pomodori restassero sulle piante. L’assessore Salvadori si e’ impegnato a livello nazionale, contestando come le attuali normative consentano un eccesso di dumping da parte soprattutto dei produttori della Cina. Noi siamo a favore della globalizzazione, ma vogliamo difendere anche i nostri prodotti”. Rossi ha poi ringraziato le associazioni dei produttori e il gruppo Petti ”per essersi fatti carico della questione”. Salvadori ha sottolineato che il ritiro di tutta la produzione ”garantisce i coltivatori anche sotto il profilo degli aiuti comunitari della Pac. Per il prossimo anno – ha proseguito – quando entrera’ in vigore il disaccoppiamento (premi comunitari non piu’ legati alla produzione) il nostro obiettivo sara’ quello di riuscire a tutelare i produttori e le aziende con la lavorazione in Toscana dell’intera produzione”. (ANSA).

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