Pomodoro da industria : campagna di qualità

IMG-20160826-WA0000Molto bene la qualità del prodotto, sicura garanzia di polpe,
passate e altri derivati industriali di pregio; rese ettariali un po’
sotto la media, soprattutto a causa delle grandinate che in alcune aree
della regione hanno provocato notevoli danni alle coltivazioni. È
questo, in estrema sintesi, il quadro della campagna 2016 di raccolta e
trasformazione del pomodoro in Emilia-Romagna emerso nel corso della
visita effettuata oggi dall’assessore regionale all’Agricoltura, Simona
Caselli, in due stabilimenti industriali situati nel Parmense: il primo
di proprietà di Emiliana Conserve, a Busseto; il secondo della Greci
Industria Alimentare (gruppo Fini), a Ravadese.
Il punto della situazione
Partita con circa una settimana di ritardo sulla consueta tabella di
marcia, a pochi giorni dal giro di boa di metà percorso la campagna
2016 procede nel rispetto degli obiettivi di produzione e, soprattutto,
nel segno della buona qualità della materia prima. Complice un
andamento climatico senza eccessive ondate di calore e con notti
relativamente fresche che hanno favorito una corretta maturazione delle
bacche, ben colorate e con grado brix superiore a 5, valore che esprime
un elevato tenore zuccherino, più alto della media dell’ultimo
quinquennio. Si stima che in tutto il settentrione, bacino di
riferimento dell’Organizzazione interprofessionale (Oi) del pomodoro da
industria del Nord Italia che raggruppa gli attori della filiera di 4
regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, oltre alla
provincia di Bolzano), le consegne alle industrie di “oro rosso”
abbiano raggiunto nella giornata di oggi (ieri per chi legge, ndr) la
cifra complessiva di quasi 1,3 milioni di tonnellate, pari al 45% del
quantitativo contrattato, ottenute su oltre il 50% della superficie
coltivata, di cui quasi 26.900 in Emilia-Romagna.
Le sfide per il settore
Una giornata di full immersion, quella dell’assessore Caselli, in una
delle provincie più importanti della regione per il pomodoro da
industria (circa 4.700 gli ettari coltivati e nove impianti di
lavorazione), per un aggiornamento della situazione e per confrontasi
con gli operatori sulle sfide future per il settore, alle prese con una
concorrenza internazionale sempre più agguerrita: “In un mercato sempre
più globalizzato- ha insistito Caselli incontrando i rappresentanti
delle associazioni deli agricoltori, delle Organizzazioni di produttori
(Op) e dell’industria- l’Emilia-Romagna deve competere puntando sulla
qualità e sulla fascia alta del mercato, intensificando gli sforzi sul
versante della ricerca varietale e dell’innovazione di prodotto. Solo
così possiamo difendere il valore delle nostre produzioni e
incrementare il reddito dei produttori”. “Altrettanto importante- ha
concluso- è continuare a lavorare sul rafforzamento della filiera: sui
mercati internazionali non si può andare in ordine sparso, ma bisogna
organizzarsi e darsi strategie mirate come si sta facendo in
Emilia-Romagna”.
Una valutazione condivisa da Rossella Martelli, vicepresidente vicario
dell’Oi del pomodoro da industria del Nord Italia: “Per noi è
importante mantenere un dialogo costante con le istituzioni. La Regione
Emilia-Romagna ha sempre creduto fortemente nell’importanza della
filiera e ha fornito gli strumenti legislativi per la nascita della
nostra organizzazione interprofessionale”. L’Oi del Nord Italia
coinvolge circa 2.000 agricoltori raggruppati in 15 Op e 29
stabilimenti di trasformazione. Nel corso degli incontri con gli
operatori l’assessore Caselli ha annunciato l’intenzione di portare al
più presto le esigenze del settore sui tavoli dell’Areflh,
l’associazione delle regioni ortofrutticole europee di cui è stata
eletta presidente pochi mesi fa. (G. Ma.)

nella foto: Un momento della vista dell’assesore Caselli, al centro
della foto, allo stabilimento Emiliana Conserve a Busseto, nel
Parmense

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