Pomodoro da industria: firmato il contratto quadro per la campagna 2015

pomodori3"L'accordo raggiunto  ieri a Parma consente una corretta programmazione
delle superfici coltivate a pomodoro, vera  e propria eccellenza
emiliana e permette a tutta la filiera di guardare con ottimismo al
futuro. Mi congratulo con le parti." Questo il commento dell'assessore
regionale all'agricoltura Simona Caselli alla firma del Contratto
Quadro del pomodoro da  industria per la campagna 2015,  tra le
Organizzazioni dei Produttori del nord Italia e le rappresentanze delle
imprese di trasformazione. "Accordi come questo - ha sottolineato
Caselli - servono a dare certezze sia agli agricoltori che all'industria
di trasformazione e a creare le condizioni per poter competere su
mercati  caratterizzati da concorrenti come la Spagna, il Portogallo e
la California, che hanno costi di produzione e trasformazione molto
inferiori. Competitività per noi significa dunque qualità del prodotto
sia iniziale, grazie ai disciplinari di produzione integrata, che
finale, grazie all'eccellenza della nostra industria di trasformazione.
E' la strada da seguire anche per altri comparti"
Cosa prevede  l'Accordo : La produzione concordata è compresa tra  le 2.450.000 e 2.650.000
tonnellate, mentre per quanto riguarda il  livello di remunerazione del
pomodoro, questo è confermato rispetto all'anno scorso, in funzione
della qualità stabilita nel capitolato del contratto.Tra i  punti
qualificanti del contratto quadro anche  l'obbligo di rispettare  i
disciplinari di  produzione integrata a garanzia della qualità del
prodotto finale. Importanti innovazioni riguardano l'introduzione di
una penalità per la parte produttiva in caso di superamento
dell'obiettivo stabilito e una premialità compensativa corrispondente,
in caso di non raggiungimento della soglia minima prevista. Va
sottolineata l'introduzione di questo principio di
penalizzazione/premialità utile per evitare gli eccessi produttivi o la
mancanza di produzione, con lo scopo di mantenere in equilibrio la
filiera produttiva. L'intesa esprime stabilità anche relativamente al
capitolato qualitativo, confermandolo in toto a parte l'abbassamento
dal 40% al 30% della riduzione di prezzo per i difetti minori. Per
poter programmare la produzione al meglio si è infine stabilito che i
singoli contratti dovranno essere depositati all'Oi - l'Organizzazione
interprofessionale del pomodoro da industria del Nord Italia che svolge
un'attività importante di garante e di sostegno  nella  filiera -
entro tre settimane,  con una media produttiva contrattata per singola
OP compresa fra 69 e 71 tonnellate per ettaro.
I commenti a caldo di Confagricoltura Emilia Romagna non sono invece del tutto positivi.  “Non sono state recepite le richieste di modifica dei parametri qualitativi – sottolinea il presidente della sezione di prodotto Pomodoro da Industria di Confagricoltura Emilia-Romagna, Giovanni Lambertini – occorreva riscrivere e fissare una volta per tutte le modalità di valutazione qualitativa del prodotto, annosa questione che anche questa volta rischia di poter condizionare pesantemente il prezzo in corso di campagna. E’ pur vero che qualche miglioria è stata introdotta, ma non di carattere sostanziale”. 
Il prezzo di riferimento dell’accordo è 92 euro a tonnellata. “Se consideriamo che l’indice medio di pagamento – sottolinea Giovanni Lambertini - negli ultimi tre anni, è stato del 90%, ecco che il prezzo a consuntivo atteso potrebbe essere di 82.80 euro/tonnellata che con le modifiche delle scalette qualitative potrà raggiungere gli 83 euro. Una quotazione insoddisfacente e che ci pone da subito in affanno rispetto ai produttori degli altri paesi competitor come la Spagna che dedicano a questa coltura contributi aggiuntivi considerevoli”. 
“Inoltre – prosegue Lambertini – l’accordo prevede queste quotazioni di riferimento sino al raggiungimento di 2.650.000 tonnellate: un obiettivo quantitativo che, salvo una campagna disastrosa, sarà facilmente raggiunto e superato il quale, sono previsti tagli di prezzo progressivi.  Solo se si produrranno meno di 2.450.000 tonnellate è previsto un meccanismo compensatorio”.  “Ora spetta alle Organizzazioni di Prodotto - conclude Lambertini - programmare la campagna con l’obiettivo di assicurare la massima redditività agli associati”.

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