Pomodoro da industria: problemi in diverse regioni


Dalla Toscana alla Basilicata passando per la maremma laziale: sono diverse le regioni italiane in cui la campagna del pomodoro da industria si presenta difficile sia a causa della diminuzione dei volumi produttivi che per aspetti controversi nei rapporti con la trasformazione.

In Toscana
La coltivazione del pomodoro da industria e’ in ”una situazione di grave difficolta”’: per questo gli assessori all’agricoltura delle Province di Siena, Grosseto, Arezzo, Livorno e Pisa hanno inviato una lettera all’assessore all’agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori, ”affinche’ – si spiega in una nota – venga convocato un incontro con tutti i soggetti interessati per poter affrontare i diversi aspetti del problema”. L’assessore all’agricoltura della Provincia di Siena, Anna Betti, sottolinea che in Toscana la produzione del pomodoro da industria supera le 200 mila tonnellate, di cui 150 mila vengono trasformate negli stabilimenti di Albinia e di Venturina, mentre le altre 50 mila sono inviate ad industrie fuori regione. Quest’anno, si ricorda poi nella nota, le piogge di aprile e maggio hanno provocato ritardi e condizioni di coltivazioni ”asfittiche” e la raccolta ha visto una riduzione del 30% rispetto al dato produttivo medio toscano. Inoltre, si legge ancora nella nota, ”i produttori della Toscana stanno subendo un’ulteriore penalizzazione dal mancato rispetto degli accordi contrattuali, a suo tempo stipulati con l’industria di trasformazione” e questa situazione ”sommata a una produzione molto bassa (inferiore a 50 tonnellate per ettaro)” sta provocando ”una perdita secca per i produttori di oltre 2 mila euro ad ettaro”.

In Basilicata

L’assessore all’agricoltura della Regione Basilicata, Vilma Mazzocco, ha presieduto ieri a Potenza una riunione per esaminare i ”problemi della campagna pomodoro 2010” e avviare ”una prima riflessione per affrontare le questioni che si prospetteranno in forma innovativa per la campagna 2011”. Lo ha reso noto l’ufficio stampa della giunta regionale. Alla riunione hanno partecipato amministratori dell’Eugea Mediterranea, che gestisce il conservificio di Lavello (Potenza). regione ed Eugea hanno preso l”’impegno comune di tutelare il prodotto lucano in particolare, che si riconferma di buona qualita’, e italiano in generale”. Il 27 agosto prossimo saranno approfonditi ”una serie di aspetti che si riferiscono all’attuazione dell’accordo interprofessionale per il pomodoro da industria firmato dalle parti interessate nello scorso mese di marzo”. Mazzocco ha ribadito la necessita’ di ”un’iniziativa congiunta” con gli assessori all’agricoltura di Puglia, Campania e Molise, ”per affrontare insieme la situazione di emergenza determinata nelle campagne meridionali”.

Nel viterbese
E’ guerra tra i produttori di pomodoro da industria della Maremma laziale e le imprese di trasformazione che, secondo la Coldiretti di Viterbo, stanno ritirando con esasperante lentezza e con una valutazione della qualita’ definita ”non congrua e spesso vessatoria” il milione di quantili di prodotto della stagione 2010. ”Le aziende agricole – spiega il presidente della sezione Coldiretti di Tuscania Daniele Nassi, uno dei centri di maggior produzione della Tuscia – dopo aver coltivato il pomodoro programmato con le industrie di trasformazione, come obbligano le normative comunitarie, si vedono negata la possibilita’ di conferire il prodotto. Un’annata che si era presentata sotto i migliori auspici per quantita’ e qualita’ – aggiunge – rischia cosi’ di essere compromessa da atteggiamenti che mettono in discussione le condizioni pattuite e danneggiano i coltivatori”. Secondo la Coldiretti ”e’ indispensabile ed urgente che le istituzioni vigilino sul rispetto dei contratti e delle norme, isolando e marginalizzando chi li viola”. A giudizio di Nassi, dietro l’atteggiamento delle industrie di trasformazione ci sarebbe la volonta’ ”di far passare per italaino cio’ che italiano non e’, come dimostra l’ultimo sequestro eseguito a Reggio Emilia, dove un’impresa ha messo in commercio buste di doppio concentrato di pomodoro cinese etichettandolo come italiano”.(ANSA).

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