Pomodoro: Galan risponde a Salvadori. A giorni un incontro al MIPAAF

Rassicurazioni alle aziende e appello al Governo, in particolare al ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan. E’ il doppio messaggio che l’assessore regionale all’agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori, ha espresso al termine dell’incontro, sulla cosiddetta ‘crisi del pomodoro’, che si e’ svolto oggi d’urgenza in Regione Toscana e al quale hanno partecipato le associazioni di categoria degli agricoltori. ”Alle aziende che coltivano i pomodori dico che non le lasceremo sole – ha detto Salvadori -, ma mi rivolgo anche alla grande distribuzione e alle aziende toscane di trasformazione: a questi soggetti, con i quali avro’ incontri a breve, dico di non cedere alla logica del prezzo stracciato a scapito della qualita’ comprando i pomodori cinesi. Alle aziende di trasformazione chiedo anche di rispettare gli accordi fatti”. ”La crisi del pomodoro non e’ solo un problema della Toscana – ha poi aggiunto – e se le aziende di lavorazione risiedono prevalentemente in Campania, la produzione di pomodori e’ diffusa in molte regioni: si tratta di una questione nazionale. E’ ovvio che per fronteggiare la concorrenza dei pomodori cinesi ci vuole un’azione coordinata a livello centrale”.
Dopo poche ore la risposta del ministro Galan che ha fatto sapere che ”A giorni ci saranno incontri specifici presso il Ministero, allo scopo di affrontare assieme alle Regioni interessate la questione del pomodoro”. ”Le questioni che ha sollevato Salvadori – precisa Galan – sono all’ordine del giorno per quanto riguarda uno tra gli aspetti più preoccupanti per gli interessi del nostro sistema agroalimentare. Mi riferisco cioè allo sleale e inaccettabile attacco condotto sullo scenario internazionale da parte di più Paesi a tutto danno dei produttori e coltivatori italiani. Questo è un tema – ricorda il ministro – che ho già affrontato in sede di Unione Europea, ma che non intendo tralasciare anche perché chi, come il sottoscritto, si sta dimostrando leale nei confronti di ogni normativa comunitaria, sente forte la responsabilità di contrastare in modo energico e definitivo una concorrenza sleale che non ha paragoni nell’economia mondiale. Quindi – conclude Galan – se da una parte esigiamo che sia approvato tutto ciò che va approvato in termini di etichettatura di origine, dall’altra è indispensabile rafforzare tutti i controlli possibili su quanto entra e si consuma nel nostro Paese”.

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