Povertà: Mipaaf-enti caritativi uniti per gli aiuti agli indigenti

“Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto e siamo molto grati al ministro Catania e ai suoi collaboratori per l’importante ruolo svolto nel realizzare il programma alimentare che partirà a breve”. Lo afferma Marco Lucchini, direttore generale della Fondazione Banco Alimentare Onlus, in merito agli obiettivi di utilizzo della quota per l’Italia (90 milioni) del finanziamento complessivo di 500 milioni di euro per il Programma Europeo di Aiuti Alimentari agli Indigenti Ue 2012-2013. “Ottenuto il definitivo via libera dalla Commissione Europea lo scorso mese di marzo, il Ministero delle Politiche agricole, supportato da Agea, ha lavorato con impegno dedicando anche molta attenzione al confronto con i più importanti Enti Caritativi coinvolti, per garantire un piano che fosse il più possibile coerente con le necessità alimentari degli indigenti” afferma Lucchini. Questi i principali obiettivi che si volevano raggiungere: assicurare forniture quantitativamente importanti per garantire un supporto adeguato lungo tutto l’anno e l’inserimento di prodotti nuovi, per rendere il panel alimenti offerto più vario e garantire così un miglior equilibrio nutrizionale. Quantità e varietà, un binomio imprescindibile. Come Rete Banco Alimentare (Fondazione Banco Alimentare Onlus e le 21 Organizzazioni Banco Alimentari presenti sul territorio) Nel 2012 le Strutture Caritative potranno distribuire direttamente agli indigenti non solo i prodotti storicamente presenti nel programma (pasta, biscotti, riso, latte, formaggi, confetture ecc.) e prodotti specifici già introdotti lo scorso anno come i biscotti per l’infanzia e l’olio di semi, ma anche legumi e la polpa di pomodoro. Un mix di prodotti nuovo, vario, che sarà in grado di sostenere il bisogno di tante famiglie in grande difficoltà o di supportare l’azione di aiuto sia delle mense per i poveri che delle strutture residenziali. La Rete Banco Alimentare assicura da subito il proprio impegno per garantire, oltre a una distribuzione efficiente di quanto donato, anche un maggior sostegno alle Strutture Caritative, attraverso la collaborazione con le Organizzazioni dei Produttori dell’Ortofrutta e l’azione di recupero di alimenti ancora perfettamente commestibili ma non più vendibili dall’industria, grande distribuzione e ristorazione, così da ridurre al minimo gli sprechi e aumentare al massimo la solidarietà verso chi accoglie i più poveri nel nostro paese. (ANSA)

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