Preoccupazione per l’approvazione dei Psr da Bruxelles

campi coltivatiDa indiscrezioni provenienti da Bruxelles risulta che i Programmi di sviluppo rurale 2014-2020 delle Regioni italiane corrono il rischio di essere approvati non prima del via libera al Bilancio
comunitario 2015, previsto per la prossima primavera. “Se la notizia verrà confermata- sottolinea l’assessore regionale uscente all’agricoltura Tiberio Rabboni – rischiamo di perdere un intero anno di operatività. Questo slittamento dei tempi di approvazione per motivi di contabilità europea si aggiunge al ritardo già accumulato in Italia a seguito della tardiva sottoscrizione dell’Accordo di partenariato con l’UE per l’utilizzo dei fondi europei, avvenuto alla fine di ottobre 2014. E’ indispensabile che i Governi europei propongano alla Commissione un’approvazione in via tecnica dei Psr, prima della formale
approvazione del bilancio europeo”.
Intanto venerdì 19 dicembre sono pervenute alla Regione Emilia-Romagna le previste osservazioni della Commissione europea al Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. Il Programma, che stanzia 1,2
miliardi di euro, è stato approvato dall’Assemblea legislativa lo scorso luglio. Le osservazioni, oltre 500, in linea con quelle pervenute ad altre Regioni italiane, discendono in gran parte dalla
necessità di adeguare i programmi regionali approvati a luglio ai contenuti dell’Accordo nazionale di partenariato con la UE sottoscritto a fine ottobre e alle linee guida europee di attuazione dei Psr,
pubblicate anch’esse in data successiva a luglio 2014. L’adeguamento più rilevante riguarda l’impegno nazionale a destinare il 4,17% delle risorse dei singoli Psr al potenziamento delle infrastrutture per la
banda larga e ultralarga. Un secondo blocco di adeguamenti è relativo all’indicazione dei sistemi di verifica dei risultati attesi, sulla base di un regolamento europeo che nel luglio 2014 non era ancora
disponibile. Altre osservazioni riguardano invece richieste di chiarimento e precisazioni. Nell’arco dei prossimi 40 giorni la Direzione Agricoltura risponderà puntualmente. Sono tutte osservazioni accoglibili che, banda larga ed ultralarga a parte, non modificano l’impianto approvato dall’Assemblea legislativa regionale il 17 luglio scorso dopo quasi un anno di concertazione con le filiere e le rappresentanze agricole ed alimentari”.

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