Presentato al Senato il DdL per la qualificazione degli agromeccanici

Il Disegno di Legge proposto da UNIMA per la qualificazione professionale delle aziende agromeccaniche è stato presentato stamane al Senato dal gruppo PD, nell’ambito di un pacchetto di proposte elaborate dal gruppo senatoriale del Partito Democratico volte a regolamentare e modernizzare l’agricoltura italiana in prospettiva nazionale ed Europea nell’ottica di “Competitività, Territorio e Governance”.
Tra i presenti in rappresentanza delle istitizioni i senatori Paolo Scarpa Bonazza Buora (Presidente Commissione Agricoltura), Alfonso Andria (Vicepresidente Commissione Agricoltura Senato), Luigi Zanda (Vicepresidente Gruppo PD Senato), Leana Pignedoli (Capogruppo PD Commissione Agricoltura), Colomba Mongiello, Maria Antezza e Maria Teresa Bertuzzi; l’on. Angelo Zucchi (Vicepresidente Commissione Agricoltura Camera), Vincenzo Lavarra (Responsabile Forum Agricoltura PD) e il Colonnello Giuseppe Vadalà del Corpo Forestale dello Stato.
Per rappresentare il mondo dell’agricoltura erano presenti tra gli altri, oltre al presidente di UNIMA, Aproniano Tassinari, i vertici di Coopagri, Coordinamento Cooperative Agricole CIA e Coldiretti.
Il DdL, denominato “Misure volte all’innovazione e alla competitività delle imprese del settore agromeccanico”, è il frutto di un intenso lavoro di consultazione condotto da UNIMA presso le imprese agromeccaniche e della successiva elaborazione dei risultati che ha portato, grazie al continuo coordinamento dell’associazione con le istituzioni e alla straordinaria disponibilità dimostrata da quest’ultime, attraverso i propri rappresentanti, alla stesura del testo presentato.
«Il futuro dell’agricoltura non può prescindere dalla figura dell’agromeccanico, giustamente identificato dalla senatrice Pignedoli come sua “chiave di modernizzazione”. – dichiara il presidente di UNIMA, Aproniano Tassinari nel suo intervento – Ogni proposta, decisione o intervento che riguardi il settore primario e i suoi componenti, tuttavia, devono essere necessariamente inquadrate anche in un’ottica comunitaria. Il tema principe di questo periodo è la nuova PAC, dalla quale gli agromeccanici sono però esclusi. Un’omissione che stigmatizziamo con decisione e alla quale ci stiamo opponendo proprio in sede europea.
Apprezzo che la senatrice Mongiello abbia voluto definire UNIMA “quasi cofirmataria” del testo presentato oggi. Un testo che se trovasse definitiva approvazione colmerebbe il gap tra l’Italia e gli altri paesi membri dell’Unione Europea per quanto riguarda il tema delle qualificazione delle aziende del nostro comparto.
Le ricadute posive su tutto il panorama agricolo sarebbero diverse e immediate, a partire dalla comparsa di un nuovo soggetto in grado di garantire nell’ambito delle lavorazioni la tracciabilità e certificabilità dei prodotti richiesti dal mercato e l’elevata compatibilità ambientale indicata da Bruxelles come via maestra da seguire nel prossimo futuro»
Tra i punti chiave del DdL il “costo zero” per lo Stato e l’obiettivo dichiarato di combinare la qualificazione professionale di addetti e aziende, volta a garantire maggiore sicurezza e tutela dei lavoratori, con una certificazione su base volontaria per le imprese agromeccaniche in possesso dei requisiti richiesti, che permetta di assicurare tracciabilità e garanzia dei servizi.
«La necessità di garantire la professionalità delle prestazioni – prosegue Tassinari – è fondamentale in ambito di salute pubblica e ambiente, tenuto conto che competenze specifiche sono fondamentali in settori come la distribuzione dei fertilizzanti e dei prodotti fitosanitari, le sistemazioni del terreno con il relativo impatto sul sistema idrogeologico e lo stoccaggio dei prodotti. Per questo sosteniamo l’introduzione di una qualificazione dell’esercizio dell’attività agromeccanica che includa alcuni requisiti indispensabili, tra i quali una soglia minima di eccellenza tecnica e professionale derivata da un appropriato percorso formativo e un’elevata compatibilità ambientale dei servizi offerti».
A livello nazionale il testo era già stato presentato alla Camera, dove ha sinora riscosso, al pari di quanto avvenuto al Senato, un ampio consenso “bipartisan”, anticipando quelle convergenze tra forze politiche diverse, alla base del governo Monti, su questioni tecniche di interesse generale.
«Essendo il testo pensato per l’Italia e per l’Europa, – conclude Tassinari – la sua elaborazione è stata difficile e non sarebbe stato possibile giungere a una conclusione se le istituzioni non avessero mostrato a tutti i livelli non solo una forte sensibilità al problema, ma soprattutto quell’eccezionale spirito collaborativo che rappresenta l’anima della vera concertazione tra Stato e parti sociali. A tale proposito ritengo doveroso ringraziare esplicitamente il Presidente Paolo Scarpa Bonazza Buora e tutti i componenti delle commissioni di Camera e Senato, che hanno saputo e voluto superare le divisioni partitiche per collaborare alla realizzazione di un bene comune. Un ringraziamento particolare va anche alle senatrici Pignedoli e Mongiello, prime firmatarie della proposta odierna, per la determinazione nel farsi carico di un problema dalla soluzione tutt’altro che semplice e all’on. Enzo Lavarra, instancabile promotore della cooperazione tra istituzioni, partiti e associazioni di categoria».
Incoraggianti, per quanto riguarda l’iter futuro della proposta, le parole del presidente Scarpa Bonazza: «Si è appena aperto un periodo importante. Nel prossimo anno e mezzo il parlamento riacquisterà la sua centralità soprattutto grazie a quello spirito di collaborazione trasversale che già ha dimostrato le sue potenzialità con la legge sull’etichettatura e che abbiamo ferma intenzione di rafforzare, per poter offrire ai cittadini un organo legislativo in grado di deliberare in modo veloce e condiviso»

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