Presidio dei cerealicoltori pugliesi contro la speculazione sul grano duro

I cerealicoltori pugliesi contro la speculazione sul grano duro di mulini e pastai. Questa mattina diverse centinaia di cerealicoltori appartenenti alla Cia e alla Copagri di Puglia hanno istituito un presidio davanti al Pastificio Divella a Rutigliano (Bari), nei pressi della strada provinciale Rutigliano-Adelfia. Presenti i dirigenti regionali e provinciali delle due Confederazioni agricole. “La Cia e il Copagri di Puglia -ha dichiarato il presidente della Cia Puglia Antonio Barile-denunciano l’economia dell’inganno praticata da molini e pastai che sta strangolando la cerealicoltura pugliese. Uno dei più grandi inganni che oggi che l’agricoltura pugliese subisce è il tracollo dei prezzi del grano duro: meno 33,3 per cento. I signori dei molini e della pasta volteggiamo come avvoltoi sulle nostre teste, uccidendo il granaio della Puglia. Quest’anno le semine di grano duro si sono ridotte del 40 per cento. Le importazioni dai paesi extracomunitari crescono in maniera preoccupante e compromettono il ‘made in Italy’ della pasta. Ormai nella pasta italiana vengono impiegati grani duri per il 70 per cento di origine estera (Ucraina, Kazakhistan, Australia, Canada), con seri problemi di qualità e sanità del prodotto, come emerge da alcuni processi in corso contro alcuni importatori. Negli anni ottanta il prezzo di un chilo di grano duro era 0,27 euro e un chilo di pasta costava tra i 0,37 e i 0,38 euro. Oggi un chilo di grano quota 0,17 euro e un chilo costa tra 1,30 e 1,40 euro. Abbiamo bisogno di combattere senza tregua l’economia dell’inganno, con un sistema coordinato e pianificato dei controlli. E’ necessaria a livello regionale e nazionale una cabina di regia con tutti i soggetti preposti ai controlli e le organizzazioni professionali agricole per affrontare in maniera seria il grave problema delle importazioni illegittime e il falso ‘made in Italy’. Il sistema della trasformazione industriale e della commercializzazione agroalimentare sta praticando la clava del dumping alla rovescia per porre allo stremo i prezzi dei nostri prodotti. Chiediamo al governo regionale e nazionale un tavolo interprofessionale per regolare il mercato”.
“Per i produttori di grano duro -ha dichiarato il presidente della Copagri Puglia Tommaso Battista- la crisi è sempre più nera. Il prezzo del grano continua a scendere mentre i costi di produzione aumentano inesorabilmente Le prime quotazioni del 2010 del grano duro sono di circa 0,17 euro al chilo con un riduzione di oltre il 60 per cento rispetto a due anni fa. Le quotazioni sono anche più basse dei prezzi praticati venti anni fa quando il prezzo del grano duro oscillava tra 0,25 e 0,26 euro al chilo. Nel 1985, addirittura, il grano duro veniva pagato ai cerealicoltori il 50 per cento in più rispetto ad oggi. Nel frattempo, però, i costi di produzione sono triplicati (concimi, materie prime, sementi, fitosanitari, etc.), ed il prezzo della pasta sugli scaffali si è quadruplicato. I numeri parlano chiaro: è un fenomeno speculativo messo in atto dagli industriali a danno dei cerealicoltori. Di conseguenza grani duri di pessima qualità, da mesi, stanno invadendo la nostra regione per fare la pasta italiana. Siamo fortemente preoccupati delle gravissime difficoltà che stanno attraversando i produttori cerealicoli, e siamo impegnati a sostenere le richieste già avanzate al ministro delle Politiche agricole di apertura di un tavolo di confronto tra i vari soggetti della filiera al fine di sviluppare azioni condivise per aiutare i produttori a superare la crisi e premiare lo sforzo fatto per il miglioramento qualitativo delle produzioni di grano duro”.

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