Primo Forum sull’impresa agricola aggregata per il Centro Sud Italia

agrilevanteLa creazione di Imprese Agricole Aggregate è indispensabile per il futuro dell’agricoltura italiana Senza la creazione di forme di aggregazione, il 50% delle aziende agricole italiane sono destinate a uscire dal mercato nei prossimi 5 anni con pesanti ripercussioni sul made in Italy agroalimentare, sul tessuto socioeconomico dei territori rurali, nonché sulla tutela dell’ambiente. Lo scenario è stato delineato da Camillo Gardini, presidente di Agri 2000, nel corso del primo Forum del centro sud sull’impresa agricola aggregata, svoltosi a Bari in occasione della fiera Agrilevante e moderato da Giovanni Rizzotti, Direttore dell’Informatore Agrario. Il nostro sistema produttivo agricolo, infatti, si trova, da un lato, a competere con produzioni estere, non solo provenienti da paesi in via di sviluppo, come nel caso del latte, caratterizzate da costi di produzione più bassi dei nostri, dall’altro a commercializzare larga parte del prodotto attraverso il canale della grande distribuzione, nel quale la quota di mercato delle prime 10 catene arriva al 75%. Il nostro sistema agricolo è formato da oltre 900 mila aziende, di cui solo il 10% è condotto da giovani con meno di 40 anni, contro un dato francese del 25%, e solamente il 12% è realmente capace di confrontarsi con il mercato internazionale: circa 110.000. Riguardo alla competitività sui costi, Florabella, aggregazione di 100 floricoltori di Marsala con 5 milioni di euro di fatturato, si confronta con i prodotti provenienti dal Kenia. Grazie al sistema di vendita con asta olandese, ma soprattutto alla collaborazione fra i floricoltori e ai servizi offerti ai singoli soci dalla struttura aggregata, ha detto il suo Presidente Dino Bellussi, Florabella ha spuntato nel 2009 un prezzo medio per le rose di 35 centesimi a stelo, più alto di quello olandese (26 centesimi/stelo), paese di riferimento nel settore dei fiori. Grazie all’aggregazione è stato possibile programmare le produzioni, introdurre un solo marchio per tutti, favorire la crescita professionale dei soci attraverso consulenze esterne, accrescere la redditività. Il 70% dei floricoltori di Florabella ha un’età tra i 25 e 35 anni.
Altro esempio di aggregazione presente al Forum è Agriter, nata nel 2001 in provincia di Ravenna per la coltivazione di circa 300 ettari di foraggi. Roberto Fantoni, uno dei soci, ha descritto l’organizzazione e i vantaggi dell’aggregazione. I soci assieme programmano la produzione dell’anno suddividendo il lavoro in
funzione delle attitudini di ciascuno, il tempo libero a disposizione è maggiore e anche i redditi sono cresciuti rispetto alla condizione di azienda singola. La qualità della vita in agricoltura è fondamentale per favorire la permanenza dei giovani nel settore. Francesco Casula, Direttore Generale di 3A Latte Arborea, cooperativa che associa 300 allevatori di vacche da latte in Sardegna, ha sottolineato l’importanza delle aggregazioni come la sua per la valorizzazione del prodotto dei soci. In Sardegna la Cooperativa ha una quota di mercato del latte alimentare del 90% e, nel periodo 2000-2008, ha remunerato i soci con un prezzo fra il 12% e il 22% maggiore di quello nazionale. Per rimanere nel settore è però indispensabile la continuità delle aziende socie e, in questo senso, la Cooperativa favorisce la creazione di aggregazioni fra i soci per ridurre i costi e sostenere la redditività in un mercato, come quello del latte, che si manterrà su livello di prezzo bassi per i prossimi anni.

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