Procura Roma indaga su ripartizione fondi Ue.

ageaLa Procura di Roma ha avviato un’inchiesta sull’attività dell’Agea, la società controllata al 51 per cento dal Ministero dell’Agricoltura, che ha il compito di erogare i fondi comunitari. L’inchiesta è oggetto di un articolo pubblicato da Repubblica. L’indagine, condotta dai finanzieri del Nucleo Spesa pubblica e frodi comunitarie, guidati dal generale Bruno Bartoloni, secondo Repubblica si muove in due direzioni: “la prima riguarda il monte dei contributi destinati a sostenere chi in Italia coltiva la terra e alleva bestiame mentre la seconda ha come oggetto un buco da 50 milioni”. Secondo l’articolo i contributi riguardano cifre elevatissime: “dal 2007 al 2013 sono arrivati da Strasburgo 8,9 miliardi di euro mentre a novembre sono stati ripartiti quelli per il periodo 2014-2020, e per l’Italia ci sono 44 miliardi”. Riguardo al buco invece “l’Agea dal 1999 al 2012 anni ha riscontrato una serie di irregolarità nella gestione dei fondi comunitari, quantificati dalla Corte dei Conti in 1,9 miliardi di rettifiche finanziare che l’Italia ha dovuto restituire”. Secondo i finanzieri, però, -riferisce Repubblica- “l’Agea non ha rendicontato con regolarità ai revisori a Bruxelles e l’Unione ora potrebbe bloccare i nuovi finanziamenti”. Nel corso dell’attività istruttoria la Finanza avrebbe già acquisito documenti, fatture, mandati di pagamento, verbali di gare d’appalto e ha bussato sia alle porte del ministero dell’Agricoltura che dell’Agea. Per Repubblica i magistrati avrebbero già proceduto ad iscrizioni sul registro degli indagati. Sotto osservazione della Procura sarebbe finita anche la Sin, una delle agenzie satellite dell’Agea che ha il compito di gestire il sistema informativo tra il ministero e le singole Regioni. (ANSA).

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