Progetto Rondine: scade il 30 marzo il bando pubblicato sul sito del Parco Adda Sud

Prati stabili per cinque anni per favorire il ritorno delle rondini. Lo prevede un bando, in scadenza il prossimo 30 marzo, pubblicato sul sito www.parcoaddasud.it, nell’ambito del progetto sulla rondine avviato nel 2010 e coordinato dall’Università di Milano in collaborazione con l’Università Bicocca, la LIPU-BirdLife Italia e il Parco Adda Sud, con il contributo della Fondazione Cariplo.
Il bando prevede un incentivo economico pari a 400 euro a ettaro a favore di quegli agricoltori che operano nel territorio del Parco regionale Adda Sud e che intendano convertire aree a seminativo in prato stabile, vincolandole per un periodo minimo di cinque anni. Un bonus aggiuntivo verrà poi assegnato a quelle aziende che già possiedono, al proprio interno, prati nei quali la rondine va abitualmente a caccia di insetti.
Scopo del bando è quello di aumentare all’interno del Parco le superfici a prato la cui presenza, vicino alle aree di nidificazione della rondine, aumenta la disponibilità di insetti utili per l’alimentazione dei pulcini.
L’aumento di prati stabili può inoltre in parte compensare la riduzione degli allevamenti (soprattutto di bovini), che fino a un passato recente assicuravano la disponibilità di insetti alle rondini. Oltre ai prati e all’allevamento, anche la presenza di manufatti rurali (fienili e stalle aperti) favorisce il ritorno e la nidificazione di questa e di altre specie di uccelli.
“Ci auguriamo che questo bando possa riscuotere un grande successo – afferma Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU – Il ruolo degli agricoltori per la tutela della biodiversità è fondamentale e il territorio del Parco Adda Sud, siamo certi, potrà continuare a offrire alla rondine un ambiente idoneo per la nidificazione”.
I prati stabili sono una tipologia di habitat tra i più importanti d’Italia e d’Europa e vengono protetti dalla direttiva comunitaria “Habitat” in quanto preziosi nella tutela della biodiversità e utilissimi, come serbatoi di carbonio, anche nella lotta al cambiamento climatico.
La recente proposta avanzata della Commissione europea sulla Politica Agricola Comune (Pac) include un pacchetto di misure “verdi”, denominate “greening” che rappresentano sino al 30% del budget del Primo pilastro.
La protezione dei prati stabili al fine di salvaguardare la biodiversità che essi ospitano e di impedire la liberazione del carbonio che immagazzinano è una delle tre componenti fondamentali del “greening”, a testimonianza della necessità di tutelare questi importanti habitat su scala europea, sempre più rari nei nostri paesaggi agricoli. (foto di Luigi Sebastiani)

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