Progetto SOFT: tecnici specializzati per trattamenti alle colture

Ridurre l’impatto ambientale ed applicare le nuove normative europee sono gli obiettivi del progetto di formazione promosso da Agrofarma e Unacoma, presentato alla Fieragricola di Verona. In un Paese come l’Italia che conta 500 mila macchine irroratrici e dove ogni anno vengono impiegate per i trattamenti circa 135 tonnellate di agrofarmaci, una formazione specialistica per gli operatori può portare notevoli vantaggi anche in termini economici. Non bastano macchine irroratrici e fitofarmaci di nuova generazione, occorre la competenza degli operatori. Questo il principio su cui si basa il progetto di formazione SOFT (Sustainable Operations in Fitoiatric Treatments), presentato questa mattina a Verona nell’ambito della Fieragricola e destinato agli agricoltori, ai contoterzisti e ai tecnici che utilizzano i composti chimici e le macchine operatrici per i trattamenti alle colture.
Promosso da Agrofarma e Unacoma, le due organizzazioni della Confindustria che rappresentano rispettivamente le aziende produttrici di fitofarmaci e le aziende costruttrici di macchine agricole, il progetto prevede per il 2010 una prima fase pilota – nella quale il corso di formazione verrà offerto a gruppi di operatori di alcune Regioni italiane, e nella quale anche la metodologia didattica verrà verificata in tutti i suoi aspetti.Il progetto SOFT è coerente con le recenti normative in materia di trattamenti previste dalla Direttiva 2009/127/CE che emenda la Direttiva Macchine, approvata dal Parlamento Europeo il 21 ottobre 2009, e dalla Direttiva sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (2009/128/CE), e interviene in un settore fondamentale delle lavorazioni agricole, per il quale vengono impiegate, sul territorio italiano, circa 500 mila macchine irroratrici, e circa 135.000 tonnellate annue di agrofarmaci.
Le nuove norme europee fissano complesse procedure a garanzia della eco-compatibilità dei trattamenti – dai controlli periodici sulla funzionalità delle irroratrici alla gestione e stoccaggio dei fitofarmaci e dei loro imballaggi fino alla registrazione, da parte degli operatori, dei prodotti fitoiatrici utilizzati ai fini della tracciabilità – e richiedono una specifica attività d’informazione e di addestramento, che le due organizzazioni confindustriali realizzeranno con fondi propri.
Coordinato per la parte tecnica dal Prof. Paolo Balsari, del DEIAFA dell’Università di Torino, il programma di formazione prevede in questa fase sperimentale 3 gruppi di operatori, ciascuno dei quali composto da non più di 50 membri, con 3 corsi complessivi della durata di 8 ore, svolti presso aziende o centri sperimentali per l’agricoltura delle Regioni Veneto, Emilia Romagna e Puglia.Durante il corso, che prevede una parte teorica ed una parte pratica, con l’effettuazione di trattamenti e manutenzioni sul campo, verranno fornite ai partecipanti tutte le nozioni giuridiche e tecniche sulle nuove normative, oltre che i parametri di abbinamento prodotto-macchina e di regolazione dei mezzi meccanici in funzione delle caratteristiche ambientali e delle esigenze delle diverse colture.“Siamo molto orgogliosi di questo progetto – spiega il Direttore di Agrofarma Marco Rosso – in quanto da sempre riteniamo che la formazione professionale sia uno dei punti cruciali per promuovere un’agricoltura sostenibile e di qualità. Questa iniziativa rappresenta un’ulteriore testimonianza dell’impegno dell’industria in questo ambito, in totale sintonia con quanto richiesto anche dalla recente normativa europea”. “E’ particolarmente significativo – sostiene il Presidente di Unacoma Massimo Goldoni – che siano le associazioni di industriali a promuovere una formazione professionale di questo tipo, perché ciò dimostra come la compatibilità ambientale sia percepita dall’industria come un valore etico e nello stesso tempo come un elemento che conferisce ai prodotti valore e competitività sul mercato”.

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