Prosciutti sequestrati: Ausl, nessun rischio ma solo vizio di forma


Per i 90 mila prosciutti sequestrati in uno stabilimento di un comune del distretto di Vignola (Modena) non c’è nessun rischio dal punto di vista sanitario, né sono state ravvisate particolari irregolarità. E’ la “precisazione doverosa” rispetto al maxisequestro cautelativo, eseguito dal Nas (Nucleo antisofisticazioni e Sanità) dei Carabinieri, di una consistente partita di prosciutti. Il Servizio Veterinario dell’Azienda Usl di Modena – spiega la nota – effettua sistematicamente attività di vigilanza anche in questo settore: viene verificata la tracciabilità del prodotto, vengono effettuati controlli di tipo igienico sanitario nei locali dedicati alla lavorazione e alla stagionatura e, più in generale, vengono realizzate attività di monitoraggio che assicurano la sicurezza e il controllo di questo comparto. Nel caso di questo prosciuttificio, le cosce suine in corso di lavorazione erano state introdotte con regolari bolle di accompagnamento, sottoposte a salagione e collocate per la stagionatura su “giostre” identificate con cartellini riportanti il numero di lotto, la data di salagione, il nome del proprietario della partita in lavorazione e il numero di riconoscimento del prosciuttuficio. Contenevano quindi gli elementi necessari per la rintracciabilità di filiera. Il sequestro è stato attuato “poiché il marchio di identificazione che normalmente viene impresso sulle cotenne non risultava correttamente leggibile, fino a scomparire nel corso del prolungato periodo di stagionatura. L’inconveniente è stato probabilmente causato dal malfunzionamento della macchina timbratrice in quanto la marchiatura a fuoco delle cosce viene attuata, al momento della salatura, da una apparecchiatura automatica a riscaldamento elettrico”. “Il sequestro, attuato congiuntamente dai Nas e dal veterinario ufficiale addetto al controllo dello stabilimento – conclude la nota – è stato disposto a scopo cautelativo per evitare che potessero essere commercializzati prosciutti stagionati con marchio di identificazione non leggibile. Tutti i prosciutti, sui quali non c’è alcun rischio sanitario, potranno essere dissequestrati e commercializzati dopo che il Servizio Veterinario ne avrà controllato la corretta marchiatura”.

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