Prosecco; a Venezia protestano i viticoltori del Carso

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”Non vogliamo fare la guerra ai produttori veneti del prosecco, ma siamo pronti a stoppare il riconoscimento interregionale della denominazione a origine controllata se non ci saranno interventi per valorizzare l’area di produzione carsica del vitigno, che e’ quella che ha dato il nome al vino oggi piu’ venduto al mondo”. Questo il messaggio che i produttori vitivinicoli del costone carsico, l’area triestina dove si trova il paese di Prosecco e che ha dato il nome al vitigno, hanno portato oggi in Consiglio regionale del Veneto incontrando il presidente della commissione Agricoltura, Clodovaldo Ruffato (Pdl), l’assessore regionale alle politiche agricole e vicepresidente della Giunta regionale, Franco Manzato (Lega), e alcuni consiglieri regionali di maggioranza e opposizione. I produttori del costone carsico lo scorso 5 novembre avevano presentato ricorso al Tar di Roma contro il ministero delle Politiche agricole e le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto per annullare il decreto del ministro Zaia del 17 luglio scorso per il riconoscimento del prosecco Doc, con l’obiettivo – ha spiegato il presidente di Alleanza Agricola, Franz Fabec – di guadagnare tempo nel riconoscimento della Doc per poter cosi’ negoziare un ”accordo di programma” tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Ministero che dia riconoscimento e tutela anche ai produttori triestini. In particolare, i vitivinicoltori chiedono consistenti investimenti per ristrutturare la parte agricola del costone triestino (spesa preventivata 25 milioni di euro), un progetto di sviluppo dell’attivita’ agricola sul Carso (15 milioni in 5 anni), la realizzazione di un centro di promozione del prosecco Doc nella localita’ triestina di Prosecco (spesa prevista 5 milioni) e la revisione dei pesanti vincoli ambientali e urbanistici posti dalla regione friulana e dalla Comunita’ europea che oggi impediscono agli agricoltori triestini di piantare anche una sola nuova ”barbatella” del famoso vitigno. Si tratta di ”una partita a tre, Ministero e Regioni, ancora tutta da giocare e che dovra’ trovare adeguate risposte a Roma”, ha rilevato Manzato; da qui la proposta avanzata da alcuni consiglieri di promuovere un vertice tra i massimi rappresentanti di Veneto, Friuli Venezia Giulia e il ministro Zaia al fine di non bloccare il progetto di tutela interregionale e di consentire ai produttori trevigiani (attualmente l’area preponderante di produzione del prosecco) e del Basso Friuli l’imbottigliamento diretto e, al tempo stesso, di valorizzare le radici storiche, l’immagine e le potenzialita’ vitivinicole della produzione carsica. (ANSA)

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