Protagonista del Lunario san Tommaso d’Aquino

tommaso ggIl Lunario di oggi ha un solo protagonista: san Tommaso d’Aquino.
E’ uno dei santi più importanti della Chiesa cattolica (ma questo lo dico spesso), ma è indubbiamente il massimo rappresentante della scolastica medievale (cercò di conciliare fede e ragione) e “il teologo” che ha scritto le pagine fondamentali di questa scienza, tant’è che è ricordato come il “Dottore universale” e il suo pensiero è detto “Tomismo”.

Tommaso nacque a Roccasecca, nel Frusinate, circa nel 1220, ed è dunque quasi contemporaneo di santi altrettanto famosi come san Domenico e san Francesco.
Di nobile famiglia – i suoi, imparentati con i conti d’Aquino, vivevano in un castello – a soli 6 anni venne mandato a studiare a pochi chilometri da casa, dallo zio, che era abate del monastero benedettino di Montecassino, con l’obiettivo di formarlo per essere il futuro d’abate dell’importante centro monastico.
Ormai adolescente, si spostò a Napoli (a Montecassino tirava una brutt’aria), per studiare nella neonata Università voluta dall’imperatore Federico II. Qui conobbe i domenicani e così Tommaso decise di “abbandonare” i benedettini. I genitori, che già vedevano il figlio abate di Montecassino, a due passi da casa, cercarono di convincerlo in tutti i modi, fino a “segregarlo” in un altro castello di famiglia per un anno. Qui la storia si fa leggenda: gli storici sostengono che il santo fosse libero di andare e venire senza problemi (purché non tornasse tra i domenicani), altri che fu una vera e propria prigionia, in una torre, con tanto di tentazioni di fanciulle compiacenti. La verità è probabilmente la prima, ma da allora (per aver resistito alle fanciulle), Tommaso è invocato contro le tentazioni carnali.
“Liberato” dai familiari, tornò tra i domenicani ed iniziò la sua carriera di studioso di teologia, arrivando ad insegnare nelle Università più prestigiose, in primis Parigi, diventando ben presto il punto di riferimento della cultura del tempo, tanto da essere amato e seguito anche al di fuori del mondo cattolico e religioso.

Lasciò importantissime opere di teologia, tra le quali spicca «Summa Theologica», ed è il patrono dei filosofi, dei teologi, delle Università degli studi e di un sacco di altre professioni e istituzioni che hanno a che fare con l’istruzione: scuole, licei, accademie, fino ad arrivare alle categorie dei librai e dei fabbricanti di matite.

Per chiudere, una curiosità. Tommaso, negli anni passati a studiare in quel di Colonia, venne soprannominato dagli altri studenti, per il suo atteggiamento silenzioso e la corpulenza: “il bue muto”. Quando il suo insegnante lo venne a sapere, un tal sant’Alberto Magno – altro dottore della Chiesa – e dopo averlo messo alla prova su una difficile questione teologica, esclamò: “Noi lo chiamiamo bue muto, ma egli, con la sua dottrina, emetterà un muggito che risuonerà in tutto il mondo”.

Dunque, tutt’altro che un bue muto, anzi, sua è la celebre frase: “Quando la legge è ingiusta, disobbedire è un dovere”. Insomma, quasi un rivoluzionario!

La sua festa è il 28 gennaio.

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