Protesta pastori: Cia e Copagri, da Governo risposte insoddisfacenti


”Anche per il settore ovicaprino siamo costretti a registrare risposte totalmente insufficienti per gli allevatori. Attendiamo che Governo e Regioni si esprimano in maniera concreta sulla richiesta di stato di crisi del comparto che ha urgente bisogno di provvedimenti incisivi”. Cosi’ il presidente della Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, commenta l’incontro che si e’ svolto oggi al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. ”Nei giorni scorsi – sottolinea la Cia – abbiamo predisposto un articolato documento presentato al tavolo del confronto. Tra gli interventi indispensabili abbiamo proposto proprio la dichiarazione dello stato di crisi, che diventa un passaggio obbligato per venire incontro alle esigenze di tantissimi produttori che non possono piu’ andare avanti”. ”C’e’ l’esigenza – aggiunge Politi – di operare con la massima tempestivita’ per evitare il tracollo. Da qui la richiesta di un’azione congiunta di Governo e Regioni per predisporre lo stato di crisi del settore, e dell’ impegno per ottenere, in tempi rapidi, la relativa l’approvazione da parte dell’Unione europea”. La Cia – ricorda Politi – ha anche sollecitato il varo di un apposito Piano di settore, la costituzione di un Tavolo nazionale permanente presso il ministero delle Politiche agricole, il blocco del pagamento dei mutui, oneri sociali e previdenziali per un periodo sufficiente alla ripresa delle attivita’ produttive, provvedimenti comunitari e nazionali finalizzati a governare la volatilita’ dei prezzi e azioni di valorizzazione e promozione dei prodotti.

Ad esprimere una ”profonda insoddisfazione” per l’esito del confronto tenutosi oggi al ministero è stata anche Copagri. ”Non c’e’ alcuna assunzione di impegno finanziario per sostenere qualsivoglia soluzione” – spiega l’organizzazione agricola – “se si esclude l’irrilevante aumento di 3 milioni di euro per l’acquisto di formaggi da destinare agli indigenti”. ”Per quel che concerne il ritiro di prodotto da destinare ai Paesi in via di sviluppo – aggiunge Copagri – si dichiara la totale mancanza di disponibilita’ finanziarie. Il resto si ferma alla pura teoria: la presentazione al Consiglio dei Ministri dell’8 ottobre della dichiarazione di crisi del comparto senza alcuna previsione di stanziamento e la convocazione del tavolo interprofessionale per esaminare la questione del prezzo. Tra mancati impegni e rimpallo di responsabilita’ il problema viene in sostanza eluso, mentre decine di migliaia di aziende in diverse regioni del Paese e in aree dove non esiste alternativa reddituale, stanno per chiudere”. (ANSA).

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