Psr Emilia Romagna : 580 milioni alle imprese

Ammontano a 584 milioni di euro le risorse già impegnate, sui
1057 milioni del Programma regionale di sviluppo rurale 2007-2013.
La verifica sui risultati dei primi tre anni di attività rileva che al
31 dicembre dello scorso anno risultava impegnato il 55% del totale del
budget di risorse pubbliche disponibili per l’agricoltura per il periodo
2007-2013.”Siamo incamminati verso quell’agricoltura più competitiva e più
sostenibile che è la cifra della modernità”, ha sottolineato l’assessore
regionale Tiberio Rabboni, presentando i dati in Regione. “Il rendiconto
ci dice che il sistema funziona e, pur in un momento di difficoltà,
rivela novità positive con un allargamento importante delle imprese
beneficiarie e con risorse spese soprattutto per sostenere i punti
deboli della nostra agricoltura: i giovani titolari di impresa,
l’agricoltura di montagna, i processi di ammodernamento del settore e lo
sviluppo sostenibile delle attività agricole”.
L’assessore ha poi annunciato che la Regione a settembre emanerà un
nuovo bando per sostenere i progetti di filiera nel settore
lattiero-caseario; 19,5 i milioni di euro disponibili.
Le aziende agricole beneficiarie
I soggetti beneficiari, al termine dei primi tre anni, sono stati 19
mila, superando il totale della programmazione 2000-2006 quando furono
15.800. Il 96% di chi ha ricevuto il finanziamento è un titolare di una
azienda agricola. I giovani (che rappresentano l’8% del totale) hanno
ottenuto il 19% delle risorse fin qui impegnate e il 32% dei contributi
per l’ammodernamento delle imprese agricole. Le aziende beneficiate
coinvolgono una superficie agricola di 490 mila ettari (il 46% della
superficie agricola regionale).
Altro risultato importante è quello relativo all’agricoltura di montagna
che ha ricevuto il 35% dei finanziamenti (200 milioni di euro) pur
rappresentando, secondo i dati relativi all’ultimo censimento, l’11%
delle imprese del settore in regione.
I dati testimoniano della vitalità di un settore che – pur in una fase
di grande difficoltà che si è tradotta negli ultimi dieci anni nel calo
del 42% delle imprese attive – investe in produzioni naturali,
biologiche o tipiche della montagna, in commercializzazione
riconoscibile, nel turismo del territorio e dell’enogastronomia, nella
forestazione produttiva e nelle fonti energetiche rinnovabili.
Il settore biologico
Anche il settore biologico è ampiamente rappresentato fra i beneficiari
del programma: le aziende agricole certificate che hanno ottenuto
finanziamenti sono infatti 2.400, pari al 91% degli operatori biologici
emiliano-romagnoli, per un totale di 181 milioni di euro (il 34% dei
contributi complessivi).
Gli investimenti e i settori produttivi
A livello di settore produttivo, gli interventi finalizzati
all’ammodernamento delle aziende agricole, pari a 146 milioni di
contributi, hanno generato un volume di investimenti complessivo di 387
milioni di euro, di cui il 24% è stato diretto ai formaggi Dop come
Parmigiano reggiano e Grana padano, mentre quote rilevanti sono state
assorbite dal settore della frutta fresca (17%), del settore vinicolo
(11%), dall’ortofrutta trasformata (9%) e degli ortaggi freschi (9%).
Per ciò che riguarda le imprese di trasformazione e distribuzione, gli
investimenti complessivi sono stati di 268 milioni per un totale di 88
milioni di contributi. I settori produttivi prevalenti sono stati ancora
i formaggi Dop (21%), la trasformazione delle carni suine (18%), il
vitivinicolo (15%), l’ortofrutta trasformata (13%).
Le aggregazioni di filiera
Il Psr prevede risorse regionali anche per il sostegno allo sviluppo dei
progetti di filiera, cioè di nuove forme di organizzazione economica e
commerciale degli agricoltori con l’obiettivo di accrescere il valore
delle loro produzioni sul mercato e nei rapporti con l’industria
alimentare e con la distribuzione. Nel dettaglio i progetti di filiera
sono basati su un accordo contrattuale tra imprese che operano
nell’ambito di uno stesso segmento produttivo e presuppongono
un’aggregazione fra differenti soggetti economici che assumono così
specifici impegni in funzione di obiettivi comuni.
Il Psr ha finora finanziato, con 106 milioni di euro, 67 progetti di
aggregazione di filiera tra agricoltori, trasformatori e distributori in
tutti i comparti produttivi, attivando un investimento di 280 milioni e
coinvolgendo 8.450 operatori.
L’agricoltura e l’ambiente
Il Piano di sviluppo rurale promuove anche numerosi interventi mirati a
ridurre l’impatto delle attività agricole sull’ambiente.
Gli interventi dedicati al miglioramento dell’ambiente, hanno coinvolto
una superficie agricola e forestale di circa 171 mila ettari (il 18%
della superficie agricola utilizzata regionale).
Gli interventi sono finalizzati alla salvaguardia e valorizzazione della
biodiversità di specie e habitat dei territori agricoli, alla tutela
delle risorse idriche, alla qualità dei suoli e, in generale, alla
mitigazione del cambiamento climatico.
L’impatto totale delle misure del programma si traduce in oltre 141 mila
tonnellate di CO2 equivalente prodotta in meno, di cui oltre 2.700
tonnellate grazie alla produzione di energia da fonti rinnovabili con
133 nuovi impianti realizzati.
Gli interventi hanno portato ad una riduzione di quasi il 3% delle
emissioni dal settore agricolo, a fronte di un obiettivo nazionale per
l’Italia che mira ad un calo del 6,5% nel periodo 2008-2012 rispetto ai
livelli del 1990.

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