Puglia: calamità 2003, le banche fanno orecchio da mercante

olivi PugliaSono numerose le aziende agricole che devono ancora ottenere il pagamento relativo alle calamità anno 2003. Lo evidenzia la Cia di Taranto.
La procedura prevedeva la possibilità di richiedere in banca, tramite nulla osta rilasciato dalla Provincia di Taranto, un prestito quinquennale agevolato di circa il 4 per cento l’anno con il concorso sugli interessi da parte della Regione Puglia.
Nel nulla osta era scritto che tale contributo sarebbe stato versato dalla Regione Puglia dopo il pagamento della prima rata del prestito e infatti numerose aziende, alla data odierna, hanno già pagato la prima rata a tasso pieno, circa il 5,25 per cento, ma della quota a carico della Regione Puglia nemmeno l’ombra.
In altri casi, alcune aziende non hanno potuto fare il prestito quinquennale, perché come viene definito dagli istituti di credito, mancava il merito creditizio (la solvibilità), pertanto la quota degli interessi (circa il 10-11 per cento dell’ammontare del prestito) doveva, comunque, essere data alle aziende in conto capitale (a fondo perduto).
Tali pratiche le banche le hanno istruite da dicembre 2008 sino a luglio 2009, e risulta che numerosi istituti di credito non hanno ancora restituito i nulla osta alla Provincia di Taranto.
Alla data odierna, e in un momento di crisi di liquidità da parte delle aziende agricole, le banche, anziché venire incontro alle esigenze delle imprese comunicando tempestivamente alla Provincia di Taranto i nominativi di coloro i quali non hanno beneficiato del prestito, continuano a perder tempo.
Infatti, l’Amministrazione provinciale è in attesa di ricevere dagli istituti bancari i nulla osta di colori i quali non hanno usufruito dei prestiti di conduzione, per procedere ad erogare le somme in conto capitale.
Ancora una volta il sistema del credito dimostra scarsa attenzione nei confronti delle imprese agricole; come sostiene qualcuno: aprono l’ombrello quando c’è il sole e lo chiudono quando piove.
La Cia di Taranto sollecita l’Amministrazione provinciale e la Regione Puglia ad intervenire tempestivamente nei confronti degli istituti di credito, considerato che le somme da erogare sono già disponibili

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