Puglia capitale di “Calici di Stelle”: la manifestazione ormai si e’ affermata in ogni comune d’Italia

XII edizioni di quello che e’ ormai uno dei grandi eventi dell’estate: Calici di stelle non e’ solo brindisi, degustazioni e astronomia insieme , ma ormai un incontrastato appuntamento prima del ferragosto. Le stelle cadenti della notte di san lorenzo fanno da cornice a manifestazioni che si rincorrono in ogni angolo del Belpaese. Ma una delle capitali e’ sicuramente la Puglia , dove stamane presso l’Assessorato regionale alle risorse agroalimentari , e’ stato presentato il calendario della due giorni sotto il cielo stellato : partecipano oltre 60 cantine dalla Daunia al Salento e 6 aziende produttrici di olio extravergine d’oliva, e qui si anticipa al 5 a Trani e poi il rituale 10 agosto a Lecce.
Promossa in tutta Italia dal Movimento turismo del vino, in collaborazione con le Città del vino, ed il sostegno dell’assessorato alle risorse agroalimentari della regione Puglia e delle istituzioni locali: “Qualità e identità rappresentano le traiettorie lungo cui rafforzare la prospettiva di crescita per il vitivinicolo pugliese, afferma Dario Stefàno, assessore alle Risorse agroalimentari della regione Puglia, fiore all’occhiello del sistema produttivo ed agroalimentare della Puglia. Ma sono anche i due cardini principali su cui costruire gli appuntamenti capaci di svolgere una efficace azione di promozione del prodotto e, nel contempo, di marketing territoriale. A questo duplice obiettivo, contribuisce anche Calici di Stelle, nella sua consolidata formula di abbinare la suggestione artistica dei centri storici alla ricca offerta enologica pugliese, a quella eccellenza vitivinicola, cioè, oggi sinonimo di made in Italy, anzi di made in Puglia, sempre più ricercato dal “popolo” dell’enoturismo che in Italia, ed in Puglia, rappresenta un segmento in continua crescita. Un’ eccellenza, continua l’assessore, che oggi è il frutto del lavoro svolto dai nostri produttori che con coraggio hanno investito nella innovazione, sapientemente dosata con il rispetto della tradizione produttiva pugliese. Una tradizione che oggi ancora riesce a raccontare di tante diverse micro-aree, sparse lungo tutto il territorio regionale, ciascuna con la sua storia, le sue peculiarità produttive e, aspetto molto importante, le sue varietà di vitigni autoctoni. La forza del vino italiano, capace di trainare anche la ripresa dell’export grazie alle eccellenti perfomance sui mercati internazionali, sembra proprio risiedere nella grande varietà di vitigni autoctoni, una chiave capace di accrescere la nostra competitività sui mercati internazionali, dove al contrario si assiste ad una tendenza alla omogeneizzazione. La Puglia, conclude Stefàno, in questo contesto può svolgere un ruolo di grande protagonismo, grazie ad una varietà di vitigni autoctoni o “di antica coltivazione” che ha pochi eguali: sono infatti ben ventitré i vitigni autoctoni, capaci di rendere ancora più forte quella diversità territoriale che, senza dubbio, rappresenta un vantaggio competitivo che la Puglia può spendere sui mercati internazionali e per accrescere l’appeal del turismo enologico.

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